Il Tirreno

Livorno

Vittoria è la prima ingegnera dei vigili del fuoco di Livorno: «Una grande responsabilità, mi farò valere»

Stefano Taglione
Vittoria Grifagni, 34 anni, la prima ingegnera dei vigili del fuoco di Livorno
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Vittoria Grifagni, 34 anni, la prima ingegnera dei vigili del fuoco di Livorno

Aretina, 34 anni, è qui dal 20 luglio: «Che accoglienza in città, era la mia prima scelta. Non vedo l’ora di essere operativa» 

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LIVORNO. «Essere la prima funzionaria donna dei vigili del fuoco di Livorno è un primato interessante, una grande responsabilità. Non sapevo di esserlo, me lo hanno detto quando sono arrivata. Al corso interno per vicedirettore, quello prima dell’assegnazione, noi donne eravamo il 25%, tantissime considerando che la componente maschile in generale è molto forte. Non vedo l’ora di conoscere sempre di più questo ambiente e ci sarà da farsi valere soprattutto quando dovrò essere più operativa».

Vittoria Grifagni ha 34 anni ed è di Poppi, in provincia di Arezzo. Non sognava, fin da bambina, di diventare un vigile del fuoco. È un desiderio che ha maturato col tempo, lentamente, dopo la laurea in ingegneria edile all’università di Firenze (e la tesi in costruzioni in zona sismica e in storia dell’architettura contemporanea) e i primi incarichi una volta iscritta all’albo professionale. Non è alla prima esperienza lavorativa, visto che autonomamente e negli studi ha già operato per diversi anni, mettendo a frutto le molte conoscenze apprese in ateneo. Poi l’idea di tentare il concorso, due anni fa, dopo aver letto del bando sul sito del ministero dell’Interno.

Ha superato un concorso difficilissimo.

«Eravamo fra i tremila e i quattromila candidati ed entravamo in 60. I primi 20 subito, gli altri dopo. Fatta la prova preselettiva ho superato i due scritti, l’orale e le prove fisiche. È andata bene, sono molto contenta».

Come mai ha scelto di partecipare al concorso, visto che da bambina ancora non sognava di lavorare in questo settore?

«È un desiderio nato più avanti, dopo la laurea in ingegneria: analizzando i tanti sbocchi professionali. Parlo della prevenzione degli incendi, del soccorso e dell’attività stessa di organizzazione del comando».

Ha già un incarico specifico?

«Sono qui dal 20 luglio, sono appena arrivata. Mi sto facendo un’idea, lavorando su più fronti. Poi avrò un ruolo specifico. I colleghi mi hanno accolto benissimo e non vedo l’ora di essere operativa: sarà sicuramente l’ambito più interessante».

Ha scelto lei di venire a Livorno?

«Al corso da funzionario a Roma, di nove mesi, eravamo in 40 e ci hanno offerto altrettante destinazioni, da Crotone a Belluno. In base alla graduatoria (io ero quindicesima) avevamo priorità di scelta. Io ho messo in ordine Livorno, Grosseto e Siena e mi hanno assegnato qui. È la città che preferisco perché parliamo di un comando medio-grande, con realtà industriali molto importanti».

È qui da quasi un mese, come si trova? Si è già trasferita?

«Certo, ho preso casa qui. Mi trovo bene, sia con i colleghi che fuori. C’è il mare, è bello, e per ora anche se è passato poco tempo l’impressione è veramente molto positiva». —


 

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