Il Tirreno

Livorno

il caso 

La cliente: «Ha alzato il prezzo» L’albergatore: «Tutto regolare»

M.M.

Una turista racconta la sua  esperienza: «Ho prenotato per mia figlia ma quando  ho chiesto di usare il bonus  il prezzo è lievitato» 

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livorno

Una “prenotazione” alberghiera che dopo una settimana vede crescere il prezzo «senza motivo». La signora Luisa Del Giudice, torinese, racconta la sua esperienza. «I miei genitori vivono a Livorno - dice - e nei giorni dopo Ferragosto mia figlia e il suo compagno vengono a trovare i nonni. Ho chiesto un preventivo all’hotel Stazione dal 16 al 22: per 6 notti mi hanno chiesto 480 euro, colazione inclusa». La signora ci pensa e dopo una settimana va a prenotare. «Mia figlia può usufruire di un bonus vacanze di 300 euro - aggiunge la signora Luisa - così abbiamo richiamato, ma l’albergatore ci ha detto che il prezzo era di 660 euro, da cui potevamo scalare l’80%, il restante era a carico nostro. Quando ho chiesto spiegazioni, il titolare mi ha risposto che il prezzo era legato alla disponibilità del momento e che il rincaro era dovuto al fatto che aveva terminato le camere dedicate al bonus. Allora ho disdetto e mi sono rivolta all’albergo di fronte, L’amico Fritz, dove hanno accettato subito il bonus». La signora Luisa ritiene che«in questo modo si vanifichi l’incentivo, aumentando il prezzo il bonus non ha più senso».

Il titolare dell’albergo, interpellato dal Tirreno, risponde sul punto e replica. «Mi dispiace che la signora non abbia compreso la spiegazione - dice il proprietario dell’hotel Stazione -: noi abbiamo riservato una quota di camere per il Bonus vacanze, che come dice la legge non è obbligatorio. Abbiamo subito i contraccolpi del Covid, adesso abbiamo riaperto e cerchiamo di ripartire al meglio pagando tutti i dipendenti e i fornitori. Non è possibile estendere a tutte le camere il bonus, perché come è scritto nel decreto rilancio, non riceviamo la quota subito. Ma non abbiamo assolutamente aumentato il prezzo: io ho tutte le mail documentate, la signora ha chiesto un’informazione il 25 luglio, ma non ha prenotato. Ha richiamato il 2 di agosto e in quel momento avevamo terminato le camere per il bonus, perché per fortuna abbiamo avuto un bel po’ di prenotazioni, quindi quell’offerta non era più disponibile. Potevamo solo applicare i prezzi normali senza promozione».

Il titolare dell’albergo aggiunge che «tutto è avvenuto secondo le regole. La signora ha contestato anche di dover pagare il 20% - dice - ma lo prescrive il decreto rilancio: all’atto del pagamento viene applicato uno sconto dell’80% direttamente dalla struttura, mentre il 20% restante può essere recuperato in un secondo momento grazie alla dichiarazione dei redditi 2020. Mi dispiace che ci sia stato questo fraintendimento, ma è la semplice verità». —



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