Gioco
La rabbia di Simone Gonnelli: «Cortocircuito burocratico»
Il responsabile: «Avevo pure chiesto l’ ampliamento da 200 a 300 clienti proprio perché ero in regola»
LIVORNO
«C’è un cortocircuito burocratico senza precedenti. La discoteca è in regola, rispetta i parametri di sicurezza e l’unico problema è una difformità catastale su metri quadri e porte scorrevoli. Pensavo fosse tutto superabile e c’erano stati alcuni incontri in Comune: era in corso un procedimento di sanatoria. Avevamo anche richiesto l’ampliamento della capienza da 200 a 300 persone e la relazione dei vigili del fuoco era a posto. Poi non so cosa sia successo: l’ultimo incontro in municipio ci è stato negato ed è arrivato l’istanza di diniego della polizia municipale. Poi i controlli: quando le forze dell’ordine sono arrivate dentro c’erano 90 persone. Eravamo pienamente in regola».
A parlare è Simone Gonnelli, l’amministratore unico della Gest, la società che guida la discoteca “Precisamente a Calafuria” di via del Littorale, sul Romito.
Gonnelli, che cosa sta succedendo al suo locale?
«Il 10 luglio, un mese fa, la polizia municipale mi ha negato l’ampliamento da 200 a 300 persone come avevo richiesto. Mesi prima avevo già risposto a una loro richiesta aggiuntiva con nuovi documenti».
Secondo la polizia di Stato, che le ha notificato il sequestro preventivo della terrazza, lei non sarebbe in possesso della «necessaria certificazione di agibilità della terrazza».
«La notifica me l’hanno fatta loro, ma i problemi li ho avuti con la polizia municipale. La certificazione ce l’avevo già prima della richiesta di ampliamento da 200 a 300 persone e loro mi contestano questioni catastali: parliamo di porte scorrevoli e metri quadri, ad esempio. Ostacoli a mio parere totalmente superabili, per questo ci siamo incontrati col Comune per sanarli. Ma poi si è interrotto tutto, non so cosa sia successo».
È arrivata l’opposizione della municipale e i controlli».
«Sì, c’erano polizia, carabinieri, municipale, guardia di finanza e perfino i cani antidroga. Parliamo di un mese fa, metà luglio. Chiedo un incontro con Luca Salvetti, noi diamo lavoro a 90 persone».
Ora che cosa farà?
«Dovrò chiudere la discoteca, mentre le altre attività diurne rimangono aperte. A “Precisamente Calafuria” lavorano 30 persone, un terzo dei dipendenti del gruppo Gonnelli».
Ora restano a casa.
«Come faccio ad aprire se la terrazza è chiusa?».
Non riaprirà quindi.
«I miei avvocati sono al lavoro per presentare l’istanza di dissequestro. Speriamo di poter tornare a lavorare subito, siamo a Ferragosto. Dopo il Covid-19 ne uscirei distrutto». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google