Il Tirreno

Livorno

LIVORNO in miniatura 

Barriera Margherita ai tempi d’oro del trenino rivive in versione mignon

Roberto Riu
Barriera Margherita ai tempi d’oro del trenino rivive in versione mignon

Un’altra opera del modellista livornese Dario Cipriani che ha riprodotto il monumento  nel contesto degli anni ’50 Le miniature esposte al Mercato

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LIVORNO

L'ottocentesca Barriera Margherita non è solo uno dei più emblematici monumenti livornesi lungo il nostro splendido viale a mare, in gran parte erede dalla Belle Epoque: il suo edificio lato terra (quello lato mare è purtroppo ancora transennato in attesa di lavori di messa in sicurezza), che tuttora ospita il Cibm “Centro interuniversitario di biologia marina”, ha infatti rappresentato sino a qualche decennio fa uno dei luoghi caratteristici delle vacanze estive quando in tanti si affollavano per andare al mare verso le spiagge di Calambrone o di Tirrenia. La Barriera Regina Margherita (intitolata alla moglie del re Umberto I di Savoia) comprendeva infatti il capolinea del famoso “trenino” per i livornesi o “trammino” per i pisani che con la sua tipica livrea bianca e rossa univa Pisa con Livorno passando per Tirrenia divenuta appunto negli anni '30 un importante centro balneare. Ancora oggi sul frontone dell'edificio è leggibile la scritta che fa riferimento alla società di gestione della linea ovvero la “Stefet” (Società trazione e ferrovie elettriche toscane). Ed è proprio questa la rappresentazione che ha voluto trasmettere il modellista livornese Dario Cipriani riproducendo in miniatura la Barriera Margherita con l'annessa linea ferroviaria, inaugurata nel 1935, così come la potevamo vedere nel dopoguerra, verso la metà degli anni '50, poco tempo prima della sua definitiva dismissione avvenuta il 15 settembre 1960. «Questa opera nel suo pieno splendore negli anni del trenino – spiega – deve tornare ad esserlo anche oggi. Perchè sappiamo e dobbiamo prenderci cura di tutto ciò che abbiamo avuto in eredità. Ed io nel mio piccolo ho già iniziato.» L'intero complesso, comprendente l'avancorpo della Barriera Margherita, risalente al 1890, e la retrostante stazione di testa, è stata realizzata in scala 1:87 ovvero la tradizionale scala H0 del modellismo ferroviario: «L'idea nasce dal voler ricreare il clima della gioia e della bellezza del luogo in quegli anni». La ricostruzione della Barriera Margherita in quanto tale è stata possibile consultando la rivista “Ricordi di architettura” e prendendo anche molte misure sul posto: «Fondamentale è stato inoltre l'aiuto dell'amico Stefano Ceccarini per la ricerca delle foto d'epoca perchè i dettagli sono stati molto difficili da evidenziare La realizzazione del diorama, eseguita con l'utilizzo di vari materiali (compensato, legno, resine, etc.), si è estesa anche alla riproduzione del materiale rotabile impiegato sulla linea ferroviaria: «La sua tipica elettromotrice AEZ-402 è stata infatti autocostruita ponendo la massima cura nei dettagli, così come nel resto del diorama, ponendo, fra l'altro, molta attenzione nel riprodurre la linea area sia della ferrovia che del filobus che aveva la fermata proprio dinanzi alla Barriera Margherita.» Nel diorama possiamo infatti pure osservare, il modellino, anch'esso autocostruito in scala 1:87, di un filobus “Fiat 668 F/131 Viberti-Marelli” entrato in servizio nel 1949 con la “Stu” (Società trasporti urbani) poi divenuta “Atam” (Azienda trasporti autofiloviari municipale): «Con la Barriera Margherita si aggiunge ora un altro tassello al mio progetto “Livorno in miniatura” per il quale ho sinora realizzato, fra l'altro, la Baracchina Rossa, il Gazebo ed ultimamente una sezione del Mercato Centrale. Tutti modelli visibili proprio al Mercato Centralee al Banco n.10» —

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