Gioco
La Provincia ha un piano B se via Goldoni non aprirà?
All’Enriques abbiamo escluso riduzioni orarie e lezioni a distanza, ma se i lavori alla succursale non termineranno in tempo si rischia di compromettere il buon andamento dell’anno scolastico
L’INTERVENTO/1
MAURIZIO SCIUTO*
Le istituzioni nazionali e gli enti locali si sono assunti in questi ultimi mesi l'impegno di far ripartire le scuole italiane in sicurezza e in presenza dopo la lunga chiusura seguita al lockdown. Ora bisogna passare ai fatti.
Per quanto riguarda, in particolare, il liceo Enriques - la scuola in cui insegno - la Provincia di Livorno è impegnata a venire incontro alle esigenze dell'istituto assegnando la succursale di via Goldoni, che insieme alla sede di via della Bassata dovrebbe essere in grado, sembra, di ospitare in sicurezza e in presenza tutti gli alunni del liceo. Un passo avanti molto significativo rispetto alle incertezze degli anni scorsi, al quale si aggiungono ulteriori lavori di rafforzamento delle misure antincendio nella sede centrale.
Non solo: il Consiglio d'Istituto dell’Enriques ha di recente escluso tassativamente per il prossimo anno scolastico sia l’opzione riorganizzativa delle lezioni a distanza sia quella della riduzione oraria (le cosiddette “ore” di 40-45 minuti). Una presa di posizione molto netta che riafferma un principio difficilmente contestabile: i problemi di spazio - sia quelli ordinari sia quelli scaturiti dall'attuale emergenza sanitaria – devono essere affrontati con soluzioni strutturali che garantiscano il pieno esercizio del diritto allo studio, cioè con aumenti di organico e messe a disposizione di aule, non con pasticci organizzativi che peggiorerebbero fortemente la qualità dell'offerta formativa.
In questa situazione, per molti versi più definita e rassicurante rispetto a qualche settimana fa, resta però un'incognita piuttosto grave. La succursale di via Goldoni, la cui disponibilità è cruciale per il piano di ripartenza dell'Enriques, dev’essere sottoposta a impegnativi lavori di manutenzione il cui inizio è stato fortemente ritardato dal lockdown. Saranno pronti a metà settembre? E che cosa accadrà se i lavori dovessero prolungarsi ben oltre l'inizio dell'anno scolastico?
Servirebbe, in tal caso, l'assegnazione provvisoria di altri spazi per affrontare in modo sostenibile i primi mesi dell'anno scolastico. Gli uffici provinciali hanno già preso in considerazione questa eventualità? E stanno già preparando un piano B?
Sono interrogativi importanti per la comunità scolastica dell’Enriques, perché in questa situazione di incertezza è forte il rischio che sia messo a repentaglio il buon andamento del prossimo anno scolastico. Una eventualità, questa, che vanificherebbe gli impegni fin qui assunti dalle istituzioni a favore di una ripartenza che faccia dimenticare a tutte le componenti della scuola, ma soprattutto agli alunni e alle loro famiglie, l'incubo del lockdown. —
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