Gioco
24 foto della nostra storia bella per una collezione della memoria
Da martedì 11 agosto i lettori troveranno con Il Tirreno le immagini che ritraggono Livorno, Rosignano e Cecina nei primi del ’900. Salvetti: «Il passato può essere un’ispirazione per il futuro»
LIVORNO. Una nuova, prestigiosa, iniziativa editoriale, accompagnerà le copie cartacee del Tirreno a partire da martedì 11 agosto. Pochi mesi dopo il notevole successo delle stampe dedicate alle opere di Amedeo Modigliani, i lettori troveranno la prima (insieme al raccoglitore) di 24 foto d’epoca, per una collezione che si intitola “C’era una volta... Livorno e la Costa Etrusca”. Immagini storiche di Livorno (16 riproduzioni dell’epoca ), Rosignano (4) e Cecina (4). La presentazione in bello stile, si è svolta nella luminosa cornice dei Bagni Lido alla presenza del patron Riccardo Ganni .
«Questa iniziativa - spiega il capocronista Alessandro Guarducci - ne richiama una analoga che il Tirreno realizzò a metà degli anni ’80. Foto, oggi ingiallite dal tempo, che ogni tanto si possono ancora in qualche bar o ristorante, tra quelli che hanno resistito alle crisi economiche. Raccontavano la Livorno prima della Seconda Guerra. Questa volta siamo voluti andare ancora più a ritroso, ad inizio ‘900, cominciando con gli stabilimenti balneari, visto che la promozione viene fatta nel bel mezzo dell’estate, per poi proseguire con le foto delle Terme del Corallo, del poprto e del centro cittadino. Un regalo ai nostri lettori e a tutti i livornesi, reso possibile dalla collaborazione con l’associazione Livorno Come Era, presieduta da Giorgio Mandalis, e con gli archivi Leo Gattini e Ilio Nencini».
L’attenzione delle immagini storiche si concentra - come detto - sul centro città, uno dei punti di maggiore interesse per trasformazione, decoro, riqualificazione e rilancio. Ogni stampa sarà corredata da una didascalia informativa. «Il nostro Mauro Zucchelli sta già raccontando quotidianamente sul Tirreno la Livorno che fu - prosegue Guarducci - Tra la via Grande (descritta persino da Dumas nei suoi romanzi), passando per piazza della Repubblica, dove c’era la prima sede del nostro giornale, e concludendo con la vecchia piazza Grande, sempre suggestiva». Gran merito per questa importante iniziativa editoriale va all’ Ufficio diffusione del giornale , in primis a Michela Pagani che, nel mese di luglio, lavorando alacremente col suo staff è riuscita a portare a termine l’impresa. «Iniziative editoriali super utili - afferma il sindaco Luca Salvetti, che ha presenziato all’evento - che evidenziano il bello di una città, troppo spesso bistrattata dagli stessi livornesi. L’iniziativa arriva nel momento giusto, con l’amministrazione che percorre la linea della valorizzazione. Una delle foto proposte mi ha colpito in particolare, quella di viale Ippolito Nievo: vi si vede una città bella ordinata, costruita a misura d’uomo». Salvetti auspica dunque un “ritorno al futuro”: «Il nostro compito è operare una sorta di riconversione, andando a intercettare nel passato spunti fondamentali; magari facendo scelte che cambiano le abitudini, come la pedonalizzazione di un tratto di Borgo Cappuccini. Un impatto forte, magari impopolare, ma sperimentare è necessario, in serenità , scegliendo per Livorno le cose migliori: solo così riusciremo a cambiare il volto. Il progetto del Tirreno, attraverso suggestivi flashback arricchirà la nostra mente e le nostre case. Bravi».
Soddisfatto il direttore del Tirreno Fabrizio Brancoli, che spiega l’idea di fondo di questa promozione estiva. «Arriviamo da mesi complicati, con strade deserte, uffici lo stesso. Un incubo, che ci portiamo dentro - ammette - Oggi stiamo meglio, abbiamo saputo reagire. La gente vive, si incontra, ha riattivato canali importanti». Un periodo buio, che insegna parecchio. «Coesi abbiamo fatto grandi cose a Livorno e in Toscana. L’obiettivo è cercare quello che ci tiene insieme: la memoria è una di quelle cose. Qualcuno sostiene che chi guarda al passato, non guarda in avanti. Non è così: la memoria serve per il futuro, certamente. Per utilizzare una metafora sportiva, è come il salto con l’asta: devi piantare qualcosa nel terreno, in basso, per superare un’ ostacolo che si trova in alto. Affidarsi a elementi passati ci aiuta a capire da dove veniamo: non è una questione nostalgica. Serve per progettare e programmare come saremo».
Le foto d’epoca sono perfette in questo senso. «Le redazioni - conclude Brancoli - sono state libere di scegliere la tipologia delle immagini, per stare in edicola con orgoglio e auspicando risultati di mercato, che sono importanti. . Ognuno ha fatto scelte precise, intelligenti. Nelle varie redazioni toscane, la raccolta prevede sedici fotografie. Qui invece sono 24, perché Livorno è casa nostra». Le stampe, in regalo, saranno in edicola il martedì, mercoledì, giovedì e venerdì, fino alla metà di settembre.
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