Il Tirreno

Livorno

Blitz ironico nel luogo di Bud e spunta la “Baracchina gialla”

Simone Fulciniti
Blitz ironico nel luogo di Bud e spunta la “Baracchina gialla”

Un “commando goliardico” ha realizzato l’installazione dove c’era la statua dedicata all’attore «L’intento è quello di narrare i meravigliosi anni Ottanta purtroppo spazzati dal progresso»  

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l’operazione



A Livorno siamo ormai abituati a svegliarci con qualche sorpresa. Il post lockdown è stato un susseguirsi di azioni artistiche, eccellenti : manifesti, murales, istallazioni. Ieri mattina, è spuntata la ‘Baracchina Gialla’, improvvisamente, laddove una volta era situata la discussa statua di Bud Spencer. Un’operazione creativa, portata a termine da un “commando goliardico labronico”, la notte precedente. Come testimoniano alcune istantanee preziose, che hanno ben presto fatto il giro del web, nel tripudio generale. C’è chi sostiene che dietro l’idea ci siano personaggi conosciuti nel mondo dell’arte e dello spettacolo come Stefano Pilato, Valerio Michelucci, Paolo Migone, il Gangio... Ma in realtà l’unico riconoscibile in uno scatto 'galeotto' è Luca Salemmi, che , suo malgrado, è stato eletto portavoce dell’impavido gruppo dei realizzatori, che di fatto resta anonimo. «L’unico intento - dice - è raccontare una storia. Quella dei meravigliosi anni Ottanta livornesi. Un’idea che coinvolge sei, massimo sette persone. I nomi non contano, conta la squadra». Salemmi spiega come l’azione nasca solo per gioco: «Perché tra baracchine bianche, rosse e azzurre, ne mancava una gialla come la torta, che contrasta bene col blu del mare».

Dietro un bancone immaginario, con la sua inconfondibile aria scocciata, un' immagine tratta dal film “Lo chiamavano Trinità”, c’è ancora lui: Bud Spencer. «Bud rappresenta gli anni ’80. Intorno alla struttura ci sono tutta una serie di rimandi a quel periodo: attività commerciali , locali, club sportivi , (ma non solo) , indimenticati, ma spazzati via dal progresso. Una sorta di amarcord. Il tentativo di narrare un periodo, una vecchia cartolina che non esiste più». Una cartello riporta quello che un tempo sarebbe avrebbe venduto un simile chiosco: seme, noccioline, rosolio, lupini, stringhe, e pinguini. Bud torna ad occupare il suo spazio, in maniera diversa, con un’ altra chiave di lettura. Simpaticamente provocatoria». Tutto curato nei particolari. «Ci siamo confrontati, fatto ricerche, recuperato foto originali, dietro c’è un pensiero. L’abbiamo fatta anche materialmente , costruita,dipinta,montata messa in sicurezza, con trecento chili interni che la tengono ferma». Interessante scoprire adesso quali saranno le reazioni. «C’è un totobaracchina - conclude Salemmi-, abbiamo formulato varie ipotesi. Un hastag dedicato, comunque la terrà viva sui social». Fiancheggiatori, e sostenitori, anche se completamente sganciati dall’iniziativa, quelli del Sodalizio muschiato. «La missione è scattata dalla Caciaia a mezzanotte - scrive Stefano Caprina su Facebook -. L’atmosfera era quella della partenza dei mille da Quarto. Poi, furtivi come topi balcanici, i nostri eroi si sono lanciati nella notte, con un manipolo di maestranze abusive pronte a tutto. Qui si fa la satira , o si muore !». —



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