Gioco
Alluvione, così i lavori cambieranno il volto di cinque quartieri. I residenti: "Ma dopo i disagi saremo più sicuri"
Da Ardenza a Salviano fino a Collinaia. Allo Stadio a settembre la riapertura del tratto di via dei Pensieri. Prossimo intervento da via Rodocanacchi a via Toti
LIVORNO. Tre cantieri in città. Tre interventi essenziali per difendere Livorno dal rischio idraulicao. Che cambieranno il volto (e la viabilità) di cinque quartieri importanti della città. In zona Stadio, fino a sfiorare La Rosa, si lavora allo stombamento del Rio Maggiore. Quello che ha fatto quattro vittime tre anni fa. La buona notizia - come assicurano dal Genio Civile - è che entro ferragosto sarà completato il marciapiede lato monte e garantita l’apertura pedonale di via dei Pensieri. Per settembre, poi, anche quella per i veicoli. Questo permetterà - spiega l’assessora alla Mobilità Giovanna Cepparello di risolvere anche il problema della linea autobus ed alleggerire, anzi eliminare, i disagi dei residenti che usano i mezzi pubblici. Fino al 31 agosto resterà in vigore il restringimento di carreggiata e il divieto di sosta con rimozione su entrambi i lati di piazzale Montello compresa la parte rialzata e l'area situata tra via Rodocanacchi, via Lusena e piazzale Montello; il divieto di sosta e rimozione nel tratto di via Rodocanacchi tra l'attraversamento pedonale antistante il civico 23 e piazzale Montello; limite di 30 km/h nei tratti di piazzale Montello e via Rodocanacchi interessati dai lavori. Il prossimo intervento, ultimato quello in quest’area, sarà il tratto n.3 da via Rodocanacchi a via Toti e Sauro per il quale il progetto in fase di conferenza dei servizi.
Si parla di febbraio 2021 come fine prevista dei lavori di deviazione del fosso Forcone nell’ambito delle operazioni sul rio Ardenza. Qui oggi, per chi transita sulla vecchia Aurelia, è ben visibile il cantiere di consolidamento alla curva del rio Ardenza fondamentale per chiudere l’anello via Mondolfi -via Grotta delle Fate, per il quale è in dirittura d’arrivo la convenzione con Ferrovie dello Stato che dovrà realizzare una parte dei lavori a terra mentre verrà sistemato l’alveo del fiume. eguiranno i cosiddetti stralci 6 e 7, cioè la campata unica “a chicane” dei futuri “ex Tre Ponti” (costruita in officina, arriverà dal mare) e il nuovo ponte di via Mondolfi (quello appena ristrutturato verrà demolito), per i quali le gare sono previste rispettivamente a fine 2020 e in un generico 2021.
L’altra zona in cui si sta predisponendo un intervento massiccio, anch’essa pesantemente colpita dall’alluvione del 2017, è quella di Salviano. Qui il cantiere allestito prevede l’abbattimento delponte in via di Salviano (quello che verrà ricostruito sarà solo pedonale), sostituito da un nuovo ponte - la cosiddetta bretella . in via Peppino Impastato (sede del distretto Asl), e l’intero attraversamento ciclo-pedonale sarà poi ricostruito; il tutto per una cifra superiore ai 3 milioni e 535 mila euro. Anche in questa parte del quartiere un intervento che cambierà volto alla viabilità.
Il vaggio tra i residenti
Siamo sul cantiere retrostante la curva nord dello stadio Armando Picchi, i lavori di stombamento del rio Maggiore, primo lotto per la messa in sicurezza idraulica di una città devastata dall’alluvione l’11 settembre del 2017. Li c’è la strozzatura più pericolosa della copertura del corso delle acque, risalente agli anni ’30, una galleria coperta ormai dalla strada costruita in cemento armato ed arrivato prossimo ad un punto di cedimento. È qui, che il Genio Civile, ha deciso di partire, definendolo il punto più critico di una situazione comunque tutta da ridisegnare. Disagi per i cittadini, costretti ad un gimcana dove un tempo la sede stradale era bella larga, e con enormi mucchi di terra che dall’abitacolo cancellano i primi due piani dei palazzi dietro il settore occupato dal cuore pulsante della tifoseria amaranto. Residenti ostaggi pure dei rumori causati dai grossi mezzi utilizzati per realizzare le opere in programma.
Una agenda diventata operativa prima del lockdown e iniziata con la cancellata nuova del catino ardenzino e subito dopo proseguita con gli enormi escavi in tutta quell’area nella quale un tempo c’era un parcheggio sterrato utilizzato dai residenti come parcheggio auto. Da metà marzo e istituito il divieto di sosta su gran parte di piazzale Montello e una volta realizzato il ponte previsto in quel punto si procederà alla riapertura di via Rodocanacchi, procedendo alla chiusura di via dei Pensieri, nel punto fra il muro dei condomini che confinano col campo e scuola, e il vecchio parcheggio sterrato. Senza pandemia, si sarebbe già ultimata la prima fase. È proprio questa la ragione del prolungamento degli orari di lavoro, o comunque di giornate che vano oltre le otto ore canoniche.Un giro sul posto, per capire come la si pensi.
Lisa Billi, non vede l’ora che tutto sia terminato ma capisce che la quiete arriva solo dopo la tempesta. «Qui in via Lusena, attendiamo a gloria che tutti termini; tuttavia che ben vengano questi lavori, qui c’è morta una famiglia. Stanno lavorando bene. L’unica cosa è che la strada diventerà ad un solo senso di circolazione e dovremo farci l’abitudine». «La gente vorrebbe la fata Turchina, che con la bacchetta tutto trasforma. Roba da favole per figlioli». A dirlo è Roberto Pucciarelli, 90 anni, uno che abita in piazzale Montello dal 1960. Forse il "decano" della zona. Pucciarelli continua. «Chi chiacchiera, è perché per l’alluvione non ha avuto lutti in famiglia. Non bisogna criticare a prescindere, bensì sempre pensare se un sacrificio vale la candela. Credo che questo caso sia uno di quelli. Danno noia i lavori? Si. Ma si tratta di avere un po’ di santa pazienza. Poi, una volta fatti, sarà tutto più bello e sicuro». Spostandoci in via Rodocanacchi, ecco Luciano Boldrini. «Ho il terrazzo del mio appartamento in via Lusena che si affaccia proprio sul cantiere. Onestamente ci sono difficoltà. Polvere che entra in casa e costringe a stare chiusi, unito al il rumore che comincia la mattina presto. Ma di fronte allo scopo da raggiungere, mi sta bene sopportare. Penso a chi non c’è più, ma penso anche ai grossi danni personali in garage, con tanta roba di valore andata distrutta, compresa una macchina nuova di un mese. Senza essere risarcito».
Massimo Citi, è speranzoso. «Per ora, si vede poco, ma spero che si realizzi tutto quello che dicono. Con lo stadio che cade a pezzi, potrebbe essere il primo passo verso un bel rilancio. Per ora non mi sbilancio, anche se i lavori li ritengo sacrosanti».Sulla stessa lunghezza d’onda, Riccardo Martelli, ex centrocampista del Livorno anni ’70, titolare di una alimentari in via Rodocanacchi. «In una zona sportiva come questa, pensare a una riqualificazione successiva alla messa in sicurezza, è da considerarsi solo che positiva. Se fanno le cose come dette, sarà piacevole per chi ci sta, ma anche per il resto di Livorno. Chi brontola, e sono pochi fortunatamente, smetterà quando toccherà con mano. Col disegnino, non tutti capiscono. Pensiamo piuttosto come comincerà ad essere qui fra un po’ di tempo, saremo più positivi nel sopportare la situazione temporanea che un pochino penalizza»
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