Il Tirreno

Livorno

Omaggio a Mascagni, genio di Cavalleria. Così dopo Modigliani Livorno ritrova un’altra star

Simone Fulciniti
Omaggio a Mascagni, genio di Cavalleria. Così dopo Modigliani Livorno ritrova un’altra star

In Fortezza Nuova l’anteprima del festival internazionale. L’assessore Lenzi: la città fa pace con uno dei suoi figli illustri 

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Settantacinque anni fa a Roma, moriva Pietro Mascagni, livornese quintessenziale, genio assoluto della musica mondiale. E dopo aver omaggiato a dovere Amedeo Modigliani, finalmente, Livorno ricorda questo compositore, con la “puntata zero” di un festival che terrà banco a settembre. Per commemorare l’anniversario, in Fortezza Nuova ha luogo un’anteprima prestigiosa: “Con occhi dove un’anima sognava”, un viaggio attraverso l’intero arco musicale della produzione del maestro. La cornice dell’evento è incantevole, coi palazzi colorati e illuminati del Pontino che si specchiano nelle acque del canale. È poesia allo stato puro il tripudio di luci che introduce la serata prendendo vita sulle mura tutt’attorno. La platea, completamente esaurita.

Partono le note di “Cavalleria”. Brividi. Il sindaco Luca Salvetti segue tutte le fasi con entusiasmo: «Il festival, programmato l’estate scorsa, ha inevitabilmente corso il rischio di saltare. Ma la determinazione di Marco Voleri, del teatro Goldoni, e dei nostri uffici comunali ha fatto sì che alla fine sia nato questo “numero zero” cosi ricco che potrebbe essere già un numero uno». Salvetti sottolinea l’importanza della cultura nel rilancio di Livorno. «È la chiave per ridare un' identità alla città. Oltre ai temi del lavoro e del decoro, l’aspetto culturale, turistico e delle tradizioni è fondamentale. Non abbiamo monumenti famosi nel mondo, ma personaggi e storie. E dobbiamo partire da quelli».

Manifestazioni vive grazie a scelte attendistiche. «Tenere tutto in piedi, fino al momento di allestire l’evento ha funzionato. In Toscana abbiamo un ruolo davvero particolare, con una estate piena di proposte», aggiunge il sindaco. L’importanza di avere Mascagni come concittadino. «Crea una suggestione unica, e il fatto che le sue musiche siano in giro per il mondo, anche nel cinema, – afferma – segna il fatto che è uno dei migliori: non possiamo buttare alle ortiche la possibilità di valorizzarlo, insieme alla città».

La bella introduzione al concerto d’anteprima è affidata a Fulvio Venturi, musicologo, che ha dedicato grande attenzione a Mascagni. «Ricordarne l’interezza del repertorio in questa data fatidica – dichiara – ha un forte valore simbolico. Inutile nascondere che Mascagni non sia più ai vertici dell’interesse della critica internazionale, e va ricollocato al proprio posto: un musicista che ha fatto avanguardia, che è stato il primo a trattare alcune tematiche». E attraverso una serie di spunti, occorre rimettere in connessione la sua musica con le tante altre attività culturali del periodo in cui visse. «Letteratura, per esempio: “Cavalleria” e il verismo, “Parisina” e D’Annunzio, “Iris” col decadentismo. Ma anche con la pittura: “L’amico Fritz”, intimista , che ricorda il bozzettismo macchiaiolo, “Silvano”, coi paesaggi marini nella composizione, in stile Gino Romiti. E ancora “Parisina”, il decadentismo italiano con Plino Nomellini che fece un grande manifesto. Aspetti che fanno del compositore un personaggio chiave della cultura italiana».

Sul palco, accompagnati da un pianista, si alternano cinque cantanti e due attori. Bravi. Parole d’orgoglio quelle dall’assessore Simone Lenzi: «Un passo enorme, specie in questo momento. Mette pace tra Livorno e Mascagni, visto che negli anni nessuno ha mai pensato di farlo. L’alba di un vero festival, che andrà avanti, e, in futuro, accompagnerà il cartellone con preziose attività di studio. Sento l’ardore di uno che si affaccia dal loggione e grida viva Livorno, viva Mascagni!». Marco Voleri, direttore artistico, è determinato. «Se il festival si strutturerà come vogliamo, l’indotto sarà pesante: dobbiamo mettere a reddito la nostra cultura . Ho ricevuto telefonate da ogni dove, interessanti proposte di collaborazione, segnali che mi fanno felice. Cominciamo, con una scelta coraggiosa, qui, nella falsa braga della Fortezza nuova, il cuore di Livorno. Piccoli frammenti da ogni opera, per una carrellata mascagnana, nelle sue quindici composizioni. Un concerto che da un senso preciso di quelle che sono le nostre intenzioni, proprio nel giorno dell’anniversario».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web