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Trovato a terra senza sensi dopo l’incidente in scooter: l'appello della famiglia
Livorno, il 35enne ora lotta in ospedale: ha un trauma facciale e uno alla base del cranio. Non ci sono testimoni, la famiglia: «Vogliamo capire come sono andate le cose»
LIVORNO. Un uomo a terra, il sangue attorno alla sua testa. A qualche metro di distanza uno scooter. Parabrezza rotto, fiancata destra visibilmente danneggiata. Lui non risponde, ha perso i sensi. Sono da poco passate le due di notte. Alla centrale della Svs è arrivata la chiamata: «C’è un ragazzo a terra in via dei Pensieri, sta molto male».
Al loro arrivo, nella notte tra ieri e mercoledì, i volontari trovano Jacopo Barsalini, 35 anni, originario di Marciana Marina, ma residente a Livorno con la compagna e la figlia piccola, a una decina di metri di metri dal dissuasore di velocità (un dosso) in corrispondenza della cancellata sotto la gradinata dello stadio Armando Picchi. Subito la corsa in ospedale. Jacopo si riprende lentamente. E ieri mattina le prime parole, pronunciate di fronte alla madre, Cristina Gasparri, conosciuta all’Isola d’Elba per il suo impegno nelle file del Partito democratico.
«Mamma, ma cosa mi è successo?», dice Jacopo. È troppo presto per ricordare. Ora Jacopo, un passato da calciatore e un presente da dipendente nel bar di un campeggio nella zona di Antignano, tutte le forze che ha le sta impiegando per superare il violento scontro con l’asfalto di cui è stato protagonista dopo aver perso il controllo dello scooter. Un colpo durissimo, che gli ha procurato un trauma facciale e un altro alla base del cranio.
«Non è in pericolo di vita - dice la madre -, ma non se la sta passando bene. Respira autonomamente, è sveglio e interagisce. Per ora va bene così. Poteva andare molto peggio». Rimane un grande punto interrogativo attorno alla dinamica dell’incidente.
Al momento, infatti, non ci sono testimoni. Jacopo è stato trovato a terra privo di conoscenza soltanto diversi minuti dopo la caduta. «Abbiamo chiesto i filmati delle telecamere di sorveglianza attive nella zona dello stadio - dice Cristina Gasparri -, perché vogliamo capire come abbia fatto Jacopo a perdere completamente il controllo dello scooter. Potrebbe averlo fatto dopo il passaggio sul dosso - prosegue la mamma -, ma potrebbe essere caduto anche per evitare un pedone che stava attraversando sulle strisce pedonali. Oppure potrebbe essere stato disturbato in qualche modo da un’auto in transito. Vogliamo vederci chiaro, e in questo senso i filmati saranno determinanti».
Jacopo, nel frattempo, continua a lottare nel suo letto dell’ospedale di Livorno. Ha una figlia e una compagna da riabbracciare, ha una vita fatta di impegni e amici da stringere di nuovo tra le mani. Mercoledì sera era tornato dal lavoro, come sempre, e si era fermato con alcuni amici, prima di fare ritorno a casa.
Poi, in via dei Pensieri - già tristemente nota per la tragedia di Andrea Matteucci, 17enne che in quella strada ha perso la vita alla fine dello scorso mese di giugno, sul suo scooter, in seguito allo scontro con un’auto -, una serata d’estate come tante si è trasformata, per Jacopo, in un ricordo terribile che non uscirà mai dalla sua testa. «Ora dobbiamo soltanto stargli vicino e farlo riprendere. Jacopo è forte - conclude la mamma - e noi siamo con lui».
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