Gioco
Gli alunni (e i genitori) delle Carducci a lezione di stretching
Il progetto di Asl e circolo didattico per favorire il movimento e contrastare posizioni scorrette durante le ore di studio
livorno
Neanche il lockdown è riuscito a fermare il progetto di “Stretching in Classe” che, grazie alla perseveranza di alcune insegnanti e alla disponibilità di genitori e alunni, si è trasformato in “Stretching in Casa” permettendo alle classi Carducci di continuare a “stiracchiarsi” nei mesi di isolamento forzato e prolungato. E regalando ai bambini una sana abitudine che molti stanno portando avanti anche adesso che la scuola è finita...
Il progetto - portato avanti da Daniela Becherini, fino a qualche settimana fa (prima di andare in pensione) direttore della Educazione e promozione della Salute dell’Asl di Livorno - è nato nel 2012 e da allora ha coinvolto oltre 2mila bambini appartenenti a circa cento classi. Durante il periodo del lockdown però ha dovuto reinventarsi e a quanto pare c’è riuscito.
Seguito in prima persona da Monica Bontà e Laila Cini il lavoro è da sempre articolato in due fasi: la prima prevede la formazione degli insegnanti sugli esercizi di stretching e sulla metodologia delle life skills con formatrici la stessa Monica Bontà e Annamaria Franci, la seconda fase si realizza invece con l'attività di stretching condotta in classe dall'insegnante.
«Quando la scuola è stata chiusa per l'emergenza Covid 19 – spiega la Becherini – sembrava che il progetto non potesse continuare, ma la tenacia delle insegnanti del Circolo Didattico Carducci ha dimostrato il contrario. Il progetto è finalizzato a contrastare gli effetti della sedentarietà e di una prolungata posizione, spesso scorretta, nei banchi di scuola richiamando l’attenzione sull’importanza dell’attività fisica e del movimento. Propone esercizi estremamente semplici e praticabili da ogni bambino, indipendentemente dalle qualità atletiche, con l’aspettativa che la pratica acquisita possa essere ripetuta a casa. Si tratta di una attività di circa 10 minuti con esercizi presentati dall’insegnante e in seguito, a turno, da ogni ragazzo ai compagni in modo che il ruolo di guida permetta a ciascuno di diventare protagonista del messaggio educativo».
L’attività si integra inoltre con un percorso finalizzato a favorire la consapevolezza sulle abilità personali rafforzando la parte educativa sugli stili di vita, con particolare attenzione al mangiar sano e bene, secondo le indicazioni della piramide alimentare toscana.
«Le docenti del circolo – raccontano la dirigente del Circolo Didattico Carducci, Camilla Pasqualini, e la referente del progetto Simonetta Menini – avevano già partecipato al corso di formazione e fatto le prime esperienze in classe. Valutando quanto fosse importante ogni mattina il famoso “stiracchiamento” è stato deciso di non interromperlo e proseguirlo a distanza, chiedendo a bambine e bambini di continuare gli esercizi a casa magari con la partecipazione dei genitori. Questa attività ha permesso anche di superare il disagio e l’ansia dovuti all’isolamento: movimenti corretti, accompagnati anche dall’ascolto di musica, associati ad una buona alimentazione, hanno permesso di gestire al meglio le emozioni». —
(nelle foto i bambini della 4°B delle Carducci che hanno partecipato al progetto)
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