Il Tirreno

Livorno

l'operazione

Droga e schiamazzi nella casa occupata, blitz della polizia e raffica di denunce

Tommaso Silvi
L'edificio in cui è avvenuto il blitz delle forze dell'ordine
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L'edificio in cui è avvenuto il blitz delle forze dell'ordine

L’episodio è avvenuto di notte in via Don Davide Albertario, tra i coinvolti anche un minorenne

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LIVORNO. Sono quasi le quattro di mattina della notte tra sabato e domenica. Quartiere Corea. Via Don Davide Albertario. Civico 4. I residenti esasperati chiamano la polizia. «C’è una musica assordante che proviene da un appartamento, per favore fate qualcosa. Non riusciamo a dormire», dicono disperati nella loro telefonata alle forze dell’ordine. La “casa discoteca” è una di quelle di edilizia popolare. Dentro ci sono cinque giovani extracomunitari. Non hanno alcun titolo per stare lì. Quell’abitazione è assegnata a una donna.

Loro l’hanno occupata. E trasformata in una centrale dello sballo. Arrivano le volanti della polizia e prima di tutto identificano gli occupanti: Yassin Belgaroui, 20 anni, tunisino, Mourad Khadira, 23 anni, originario della Libia, Ahmed Ghanami, 26 anni, della Tunisia e Hamza Ilhiheci, 26 anni, dell’Arabia Saudita. Con loro c’è anche un 17enne della Tunisia. Agli agenti non ci vuole molto per capire che in quell’appartamento era in corso un festino in piena regola. Nel segno della droga.

E poi l’appartamento in questione è noto alle forze dell’ordine. Non è la prima volta che quella casa è frequentata da persone poco raccomandabili. Scatta un controllo approfondito. E spunta fuori la droga. La polizia trova poco più di 8 grammi di cocaina e 3 grammi di hashish. Tutti e cinque gli occupanti sono stati denunciati a piede libero per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato, con un ammenda di cinquemila euro, e per produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Ma non finisce qui. Uno dei ragazzi, in seguito all’arrivo della polizia, dà in escandescenze, ferendosi a una mano. È necessario l’intervento di un mezzo della Svs con medico a bordo. Il giovane, con ogni probabilità alterato dall’utilizzo di droga, nei suoi minuti di follia si è procurato un’escoriazione alla mano destra. Una notte di follia, in una zona della città in cui non è la prima volta che accadono episodi legati al mondo della microcriminalità. E intanto la gente è stanca. Sfinita dalle telefonate alle forze dell’ordine, dalle tensioni con i vicini, dai comportamenti incivili che troppo spesso si verificano in quelle aree di Livorno dove si incrociano etnie diverse, e dove – evidentemente – il concetto di integrazione non sempre si realizza nel modo migliore.

In via Albertario è stato determinante l’intervento delle volanti della polizia, che ha provveduto a ristabilire l’ordine. Di sicuro, ci sono alcune zone della città in cui le persone non si sentono al sicuro. Angoli che soffrono di attriti sociali, di litigi e di un clima di esasperazione generale che suona come il timer di una bomba a orologeria. Le forze dell’ordine presidiano il territorio e intervengono quando i cittadini segnalano situazioni pericolose. Il tema della sicurezza nei quartieri, nelle ultime settimane, ha animato parecchio il dibattito politico cittadino. Di certo c’è che il lavoro, a polizia e carabinieri, non manca. Un impegno quotidiano al servizio della collettività, quello di militari e agenti, mirato a migliorare la qualità della vita dei livornesi, combattendo al tempo stesso la criminalità. Da quella di piazza, fatta di ladruncoli e spacciatori di strada, a quella ben più strutturata. Nemici da sconfiggere, per dare una risposta prima di tutto ai cittadini che abitano nei quartieri “caldi” della città.

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