Il Tirreno

Livorno

via delle lastre 

Disabile vittima dei ladri: «Ora non posso spostarmi»

Tommaso Silvi
L'auto di Perossini con il vetro rotto
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L'auto di Perossini con il vetro rotto

La macchina dell’uomo è stata danneggiata: dall’interno è stato portato via uno strumento che serve per eseguire gli spostamenti in carrozzina

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LIVORNO. «Non sanno neppure loro cosa hanno rubato. Chissà cosa credevano che fosse. Il problema, ora, è che hanno un oggetto tra le mani che non gli serve a nulla. E io, invece, non ho più quella ruota e quel manubrio che mi permettevano di muovermi liberamente». È dispiaciuto, e anche un po’arrabbiato. Comprensibilmente. Franco Perossini, 61 anni, nella notte tra ieri e lunedì ha fatto i conti con i ladri. Che hanno sfondato il vetro sulla fiancata destra della sua auto, parcheggiata in via Delle Lastre, nella zona degli Scali delle Cantine, quindi l’hanno aperta e hanno messo le mani nel bagagliaio.

Portandogli via una delle cose per lui più importanti e utili. Si chiama Triride, ed è una ruota “aggiuntiva” da agganciare alla carrozzina. Aiuta i disabili a spostarsi, è alimentata da una batteria elettrica ed ha un costo non trascurabile. «Ma non è facile da rivendere – continua Perossini – perché c’è un numero di telaio con cui è contrassegnata, e si risale facilmente all’identità del ladro. Nel caso di Perossini, addirittura, l’oggetto è praticamente inutilizzabile. «Perché i ladri – dice ancora l’uomo – hanno rubato solamente la parte anteriore, quella più grande, ma io ho gli agganci per fissarla alla carrozzina». Ed è a questo punto della spiegazione che Perossini chiarisce come mai ciò che gli è stato sottratto dalla macchia non può essere utilizzato in alcun modo.

«Se eventualmente qualcuno lo acquistasse dai ladri, sarebbe costretto a chiamare la ditta produttrice per richiedere le componenti utili a collegare la ruota alla carrozzina. Ma la ditta, che ho già avvertito del furto subito, è costretta a chiedere al cliente il numero di telaio. Per questo si accorgerebbero subito che si tratta di un pezzo rubato». Perossini, quindi, confida nel buon cuore dei ladri. «Considerato che con quella ruota non possono fare niente, potrebbero anche disfarsene e lasciarla da qualche parte, così che io la possa recuperare. Per loro - continua l’uomo - quell’oggetto, con ogni probabilità, rappresenta solamente un rifiuto. Ma per me è importantissimo, mi consente di muovermi, di vivere». Ieri mattina, Franco Perossini ha sporto denuncia dai carabinieri. La speranza è che le forze dell’ordine riescano a rintracciare il Triride, e a riconsegnarlo a Franco. Che nel frattempo, la prende con filosofia. «Non è la prima volta che subisco un furto, e non è neppure la prima volta che mi sfondando il finestrino dell’auto. Dispiace, perché non è mai ballo essere derubati. Speriamo che tutto si risolva per il meglio, e di tornare presto ad avere la mia ruota. Quella che, per ora, rimane nelle mani dei ladri».

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