Il Tirreno

Livorno

Siuski è un tuffo nelle più grandi emozioni e l’onda dei Mayor travolge la banalità

Simone Fulciniti
Siuski è un tuffo nelle più grandi emozioni e l’onda dei Mayor travolge la banalità

Tra sacro e profano, ironia e poesia: la Terrazza Mascagni palcoscenico perfetto per uno spettacolo che ha conquistato tutti 

3 MINUTI DI LETTURA





mayor in scena



Per recensire uno spettacolo “disobbediente”, probabilmente occorre essere disobbedienti. E la tentazione di rompere lo schema abituale di scrittura è forte. Perché “Siuski, fatto schizzi? ” , l’ultimo spettacolo messo in scena dalla compagnia Mayor Von Frinzius è davvero un’opera che colpisce, spiazza, avvolge, e tocca lo spettatore nel buio profondo dell’anima. Un debutto, atteso da tanto, la fase di preparazione spezzata dal Covid 19, la voglia di regalare alla gente due pennellate sul web, e la scelta di esibirsi nel punto più bello di livorno, quella terrazza Mascagni, che da decenni simboleggia lo splendore della nostra città. Livorno, certo. La Livorno che fu di Modigliani, Mascagni, Fattori, e poi di Ciampi, Caproni, oggi è la Livorno dei Mayor von Frinzius. Per acclamazione. Decine di premi, film, televisione ed una serie incessante di spettacoli teatrali. Il pubblico della prima è numeroso, le sedie tutte occupate, altrettante persone sono in piedi dietro il transennato. La scenografia naturale, come detto, è la più suggestiva possibile, perfetta per l’esibizione e i contenuti portati sulla scena. L’incanto del fondale naturale, nobilitato da un quarto di luna in grado di ispirare anche il meno ispirato tra i poeti. E l’aria è quella salmastra, serale, labronica, ulteriormente purificata da uno scroscio di pioggia caduta nel primo pomeriggio. Si accendono le meravigliose luci controllate da Francesco Pacini, i ragazzi cominciano, rigorosamente a piedi scalzi, e passeggiano in platea. Poi dall’olimpo arriva la voce di Lamberto Giannini, e da quell’istante preciso inizia una cavalcata che accompagna i presenti per oltre due ore. Tutto scorre su quel palcoscenico, l’intero ventaglio delle emozioni e dei sentimenti che appartengono al genere umano. C’è il sacro e il profano, c’è la poesia e la tagliente autorionia, c’è chi manda a quel paese il Covid, e chi celebra il proprio funerale, al grido “estinzione”.

Gli attori, tanti, sono sempre impegnati, danzando, cantando, muovendosi a ritmo, scandendo la partitura con interventi precisi, ben delineati, vari, preziosi. Non ci sono differenze, né di ruolo, né di capacità, né di entusiasmo. Conta solo la squadra, l’aiutarsi a vicenda, il giocare in maniera altruistica per permettere al compagno di dare il meglio di se. Per questo, qui, non ci sono nomi, e non viene sottolineato alcun momento particolare. Non sarebbe giusto. Anzi sarebbe proprio sbagliato. Quel che conta è il risultato, e il risultato è che la Siuski, ’Lambe’e i suoi ragazzi, l’hanno fatta nel cuore dei presenti, regalando loro un turbinio di sensazioni, necessarie. Un toccasana post pandemia, una ricarica gratuita di batterie sofferenti. Gli’schizzi’, raggiungono chiunque. Sono schizzi di energia pura, di voglia di vivere e superare gli ostacoli, adesso più che mai. È una lezione da prendere al volo, e tenere con se come le cose più care. «Dal 5 marzo – dice Giannini – sognavamo questo momento che veniva sempre rimandato, e ringrazio tutti coloro che hanno permesso che questo avvenisse». Anche le scelte musicali, sono state perfettamente adeguate. Una in particolare, che raccoglie il senso di questa potente operazione. Ed è un pezzo del compianto Franco Fanigliulo. “Ame mi piace vivere alla grande, girare tra le favole in mutande”. Grazie Mayor. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web