Il Tirreno

Livorno

Il Goldoni “bis” a battesimo, parola d’ordine: sviluppo

Simone Fulciniti
Il teatro Goldoni
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Il teatro Goldoni

Livorno: è stata presentata la strategia per la nuova gestione dello storico teatro cittadino. Marco Leone resta all’interno della fondazione come organizzatore di rassegne

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LIVORNO. «Da Roma, grazie al lavoro svolto dalla prefettura , supportata da tutti gli uffici preposti, nelle ultime ore è arrivato l’ok del ministero per il nuovo statuto della fondazione. Risultato che ci ha consentito la pubblicazione dei bandi riguardanti la nuova direzione a due del teatro Goldoni. Un direttore amministrativo e uno artistico. Come prevedeva l’idea iniziale, presente nelle linee del nostro mandato». Con queste parole il sindaco, Luca Salvetti, apre la conferenza stampa che definisce il significativo cambiamento all’interno della più rilevante struttura teatrale cittadina. Tre settimane di tempo per le candidature e poi una fase di analisi da parte delle commissioni che si dovrebbe esaurire a inizio settembre con le nomine.

Titoli di coda quindi per Marco Leone e Raffaele Paloscia. Anche se per Leone, forte di un ottimo lavoro svolto nel periodo di mandato, si apre una porta laterale. «Era importante - prosegue Salvetti - trovare la giusta dimensione nel rapporto col direttore uscente Marco Leone, che negli ultimi anni ha svolto un ruolo fondamentale, ottenendo risultati notevoli. Con lui si è portato avanti un confronto, si è fatta una valutazione, e c’è stata la volontà da parte dell’amministrazione di fargli proseguire l’impegno all’interno della fondazione, in un ambito specifico, ben delineato dal nuovo statuto. Si occuperà dell’organizzazione della rassegna "Scenari di quartiere", fiore all’occhiello tra le proposte artistiche cittadine, e dell’operazione "Livorno capitale della cultura"; iniziativa partita da lui, che porteremo avanti, con la massima attenzione».

Il sindaco passa in rassegna i programmi che il Goldoni dovrà sviluppare nel prossimo futuro: il rilancio delle produzioni e dei rapporti nazionali ed internazionali. Nuovi laboratori produttivi. Il riordino delle attività didattiche, con un salto di qualità, e l’obiettivo di creare percorsi che arrivino a dare dei risultati di alta formazione. Un nuovo rapporto coi teatri cittadini. «ll Goldoni - sottolinea il sindaco - è il motore della cultura livornese e ha bisogno di stare vicino agli altri piccoli motori per i quali deve essere riferimento». Infine l’accordo stretto e importante col festival dedicato a Mascagni, già in essere grazie al lavoro di Marco Voleri. «Le due cariche - conclude Salvetti - si equiparano alle due precedenti, e si sovrappongono perfettamente a livello economico. Risparmieremo anche sulle collaborazioni, il che ci permetterà maggior investimento sulle iniziative curate da Leone». Soddisfazione anche nelle parole dell’assessore alla cultura, Simone Lenzi. «Un teatro meraviglioso, riaperto nel 2004, dopo un recupero entusiasmante per un bene straordinario. Dopo una fase di partecipazione e lancio, arrivò un periodo piuttosto buio. Una battuta d’arresto nell’attività e nella qualità». Qui entra in scena Marco Leone «che ha avuto il grande merito di superare la crisi, rimettendo il Goldoni in contatto col tessuto cittadino. Ora è il momento di riscoprirlo quale teatro di tradizione, declinando le cose in altro modo».

L’importanza di saper cambiare con oculatezza e senza inutili scossoni. «Secondo me - conclude Salvetti - questa può essere la risposta chiara a chi pensa che la politica si debba fare sempre nello stesso modo; di contrapposizione rispetto al passato, ovvero quando cambia l’amministrazione cambia tutto. Oggi l’esempio che dimostra come sia possibile tenersi strette le persone di valore, affermando nello stesso frangente le proprie idee».

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