Il Tirreno

Livorno

il ricordo 

Dedicato a te, mio compagno di banco dall’asilo alla maturità

alessandro dinelli

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lettera all’amico

Ecco la “lettera” che nel giorno dell’addio l’avvocato Alessandro Dinelli ha dedicato a Nello Di Spigno, compagno di banco dall’asilo alla maturità.



Quando ero bambino, arrivò il momento in cui i miei genitori mi accompagnarono all’ asilo: mi dicono che piansi molto, che strillai perché volevo restare con la mia mamma (…) Eravamo in tanti all’asilo dalle suore, e tra i tanti, non so come e neppure perché, ti ho conosciuto. Siamo subito diventati amici, dopo l’asilo abbiamo fatto le elementari, poi le medie e poi anche il liceo e siamo sempre stati compagni di classe e quasi sempre, forse sempre, anche di banco!

Ogni anno eravamo i due più giovani (per molti anni anche i più bassi) della classe perché eravamo entrambi anticipati, io più “vecchio” di un paio di mesi (...). Quante risate, quante sciocche preoccupazioni adolescenziali, quante confidenze e segreti, i primi amori, le prime sigarette fumate di nascosto, le prime gite scolastiche, la prima settimana bianca al monte Amiata, i due viaggi in Germania in prima e seconda liceo e tantissime altre avventure fino all’esame di maturità.

In tutti questi anni non ricordo di aver mai litigato con te, d’altronde sarebbe stato impossibile. Sei sempre stato bravo, non solo con me ma anche con tutti gli altri amici, dentro e fuori dalla scuola. Dopo il liceo abbiamo frequentato l’università di Pisa in facoltà diverse: hai scelto medicina (fin da bambino mi dicevi che volevi fare il medico, come il tuo nonno), ma ci siamo frequentati ugualmente avendo molti amici in comune. Poi ti sei laureato, ti sei sposato con Laura, hai messo al mondo tre figli e ti sei giustamente dedicato alla tua famiglia e al tuo lavoro per il quale ti sei trasferito, ormai da anni, a Milano. Abbiamo intrapreso strade diverse e diradato i nostri rapporti, ma quando ci incontravamo, seppur raramente, era come se ci fossimo visti la mattina precedente a scuola (...) Con te mi sentivo a mio agio sempre, anche se non ci vedevamo da mesi; è difficile da spiegare, ma io con e stavo bene in ogni occasione.

Adesso mentre ti scrivo, e non mi vergogno a dirti che piango, mi chiedo come può essere nato questo legame tra noi due; che sia stata la reciproca paura delle suore durante i primi giorni dell’asilo? Non lo so, ma se così fosse devo ricordarmi di ringraziare la mia mamma, e anche la Tua, di averci portato allo stesso asilo e averci fatto incontrare. Si dice spesso che tutti abbiamo molti amici, ma che quelli veri, quelli con la “A” maiuscola si contano sulle dita di una mano. Ecco, per farti capire io da oggi, in quella mano, ho soltanto quattro dita.

Ciao Nello, amico mio, fai buon viaggio e quando arrivi a destinazione, scegli un banco e tienimi libero il posto perché quando ti raggiungo, voglio sedermi di nuovo accanto a te. Un immenso abbraccio. —

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