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i conti della compagnia 

I portuali ora tirano un sospiro Il bilancio non è più in rosso

I portuali ora tirano un sospiro Il bilancio non è più in rosso

Dopo quasi dieci anni di sacrifici il gruppo cooperativistico riesce a fare utili La chiave della svolta è stata la cessione del Reefer Terminal a Gori (Dhl)

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Alla fine della lunga traversata nel mare dei conti in rosso e del tirar la cinghia, i portuali ce l’hanno fatta: l’assemblea dei lavoratori della Compagnia guidata da Enzo Raugei si è trovata nero su bianco un bilancio tornato finalmente in utile (per circa 600mila euro). Erano quasi dieci anni che non accadeva, salvo la parentesi del 2015 quando però l’uscita dal “rosso” era dovuta all’iniezione d’ossigeno originata dalla vendita di una proprietà immobiliare.

La svolta si è materializzata, da un lato, per l’andamento complessivo dei traffici e, dall’altro, per un affare andato a buon fine.

I traffici – fa rilevare Raugei – hanno avuto una doppia fase: nella prima metà dell’anno un’ottima partenza, poi da settembre in modo positivo ma meno gagliardo e così ha proseguito fino all’emergenza Covid-19. «Confidiamo – aggiunge – che ora, nella seconda parte dell’anno qualcosa riparta come si deve, soprattutto sul fronte dell’auto.

L’affare al quale si fa riferimento è la compravendita di una struttura rilevante: è stato ceduto a Gori (Dhl) il Reefer terminal, cioè il polo frigo che il gruppo cooperativistico aveva realizzato sulle banchine di via Leonardo Da Vinci puntando a intercettare i traffici di ortofrutta ma finendo per esser messo fuori gioco dai mutamenti delle dinamiche di mercato. La cessione non ha tagliato del tutto l’impiego di portuali in quell’area del porto ma ha consentito un alleggerimento della posizione debitoria, come viene fatto rilevare dal quartier generale di via San Giovanni (che ora conta su 170 soci direttamente a libro paga e altri 110 nelle società collegate).

A quanto viene riferito, anche la gestione caratteristica risulta meno appesantita: ancora in rosso sì ma per mezzo milione di euro, era stata anche cinque volte di più. Resta da dire che nel frattempo al restringimento dei numeri ha corrisposto un diverso utilizzo dell’enorme cubatura della sede costruita nel dopoguerra dall’architetto Giovanni Salghetti Drioli: dopo l’affitto di spazi a Banca Unipol, prima di Natale è stata rafforzata l’alleanza con la Svs che ha tutta una serie di servizi dentro il “Palazzo”, poi sono in corso contatti per affidare a terzi altri locali interni, in particolare dopo il trasferimento della Cilp (nata dall’alleanza fifity-fifty dei portuali con gli imprenditori privati Piero Neri e Luigi Negri). Quanto all’autoporto del Faldo (che accoglie migliaia di auto nuove da stoccare in attesa di smistamento), sono ancora sul tavolo due manifestazioni d’interesse.

«Il percorso che abbiamo intrapreso – afferma il presidente Raugei, al timone della Compagnia dall’autunno di 14 anni fa – sta dando i frutti grazie all’impegno di tutti, principalmente dei lavoratori: la Compagnia ha avuto il coraggio di affrontare la strada del risanamento e ora vediamo che questo ha portato a qualcosa». —

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