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criticità nella sanità 

Cuptel bloccato e senza data di ripartenza niente prenotazioni, è sciopero a oltranza

Lucia Aterini
Cuptel bloccato e senza data di ripartenza niente prenotazioni, è sciopero a oltranza

Stamani manifestazione di fronte all’Estar di Ospedaletto (Pisa): «Con il nuovo appalto indebolito ancora di più il servizio»

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LIVORNO

Sciopero a oltranza degli operatori in forza al Cuptel. Vale a dire che da oggi non si potranno prenotare più all’Asl esami e analisi per telefono. E non si sa quando il servizio riprenderà.

Sempre stamani, a Ospedaletto di Pisa, è prevista una nuova manifestazione alla sede dell’Estar, l’ente della Regione di supporto tecnico e amministrativo che gestisce gli appalti e dunque anche quello del CupTel.

È già la seconda volta che i sedici operatori del CupTel sono in sciopero (a fine giugno ci fu la prima manifestazione) e da quando c’è stata la ripresa delle attività ospedaliere, dopo la sospensione per il Covid, sono state registrate molte proteste da parte degli utenti perché gli operatori, dal call center situato nell’ospedale di Livorno non riescono a gestire il flusso delle telefonate. Si calcola che in media siano 1400 le telefonate in arrivo, da Piombino alla Versilia, e che siano altrettante quelle che non riescono a avere una risposta (tra chi butta giù quando è ancora in attesa, chi interrompe la telefonata perché il traffico è troppo intenso e chi non riesce neppure a entrare in linea).

In questa situazione, però, invece che potenziare il servizio, come spiega la Filcams Cgil, «con il nuovo appalto ci sarà un indebolimento». E gli operatori del call center, quasi tutte donne, non dovranno solo rispondere alla chiamate degli utenti ma anche fare lavoro come viene definito di back office (inviare mail e altri variegati compiti).

Il primo agosto è previsto il cambio d’appalto con l’arrivo del consorzio Csn.

«Non ci sono state date risposte sulle criticità che abbiamo sollevato - spiega il funzionario della Filcams Cgil Flaviano Bardocci - nonostante che l’Asl Nord Ovest abbia formalizzato a Estar la richiesta di mantenere le caratteristiche del servizio come solo call center e non sportello con più funzioni. In più la Regione ha assunto otto lavoratori interinali per potenziare il servizio. Ma risposte da Estar, a sette giorni dal cambio d’appalto, non sono arrivate. Lo sportello polifunzionale, a cui vogliono dare il via con il cambio d’appalto, è tra l’altro in contraddizione anche con le nuove assunzioni che ha fatto la Regione».

«Le lavoratrici attuali - spiega ancora il sindacalista - sono specializzate e al loro lavoro non può venir data una altra natura». La gestione del Cuptel, per la Cgil evidenzia delle criticità nel suo insieme: «E’ stato chiesto solo ora alla azienda a cui sta per scadere il contratto di potenziare gli operatori. Ma come si fa a fare questa richiesta a chi se ne sta andando, il servizio va potenziato con una logica. I lavoratori interinali non possono avere poi la professionalità delle operatrici in servizio da tempo. E di recente, per cercare di arginare le criticità, hanno inserito anche un Oss, un operatore socio sanitario. Infine ieri (mercoledì ndr) all’ora di pranzo erano presenti 13 operatori e le telefonate erano pochissime. Mentre magari mancano alle 8 la mattina o alle 17 il pomeriggio mancano. Ci vuole un referente che abbia il polso dei flussi delle chiamate».

Poi ci sono aspetti contrattuali su cui i lavoratori stanno protestando. Il loro contratto passerà da quello multiservizi a quello delle cooperative sociali. »Abbiamo manifestato la nostra contrarietà alla rigidità manifestata dal nuovo consorzio rispetto all’applicazione di contratti collettivi diversi rispetto a quelli attualmente applicati. Non condividiamo neanche la possibile armonizzazione proposta a compensazione delle differenze retributive previste tra i due contratti». In sostanza le addette al call center andranno a guadagnare di meno. E non è una novità: cambia l’appalto e le retribuzuioni diminuiscono:«Teniamo conto che le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti, hanno già dovuto subire nel corso degli anni una variazione contrattuale, che ne ha peggiorato le condizioni economiche e normative». «Resta inoltre ancora aperto il confronto - aggiungono - che si dovrà svolgere a livello territoriale tra aziende affidatarie, Asl e sindacati sulla nuova organizzazione del lavoro, tema assolutamente rilevante, per il quale visto anche i tempi ristretti, abbiamo grande preoccupazione».Da qui il via allo sciopero a oltranza a Livorno. Ma non è escluso poi che l’agitazione si allarghi anche a i lavoratori che gestiscono Pisa, Lucca e la Versilia. —

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