Gioco
Trasferite in un’oasi Wwf una trentina di tartarughe palustri abbandonate in città
Operazione dei volontari dell’associazione Anpana di Livorno che hanno portato gli animali vicino a Marina di Massa
l’iniziativa
Sono state trasferite in un’oasi del Wwf di Ronchi, a Marina di Massa, una trentina di tartarughe palustri che sono state abbandonate nelle fontane pubbliche della città, dal laghetto della stazione a quello di altri parchi pubblici.
L’operazione è stata portato a termine dall’associazione Anpana. Purtroppo, quando crescono, queste tartarughe vengono abbandonate in zone dove c’è l’acqua. E già l’estate scorsa ne erano state trasferite, sempre a Marina di Massa, circa 130 (nella foto il trasferimento a Marina di Massa).
«Questi animali - spiega il presidente di Anpana Livorno Franco Fantappié - sono costretti dopo l’abbandono a vivere in un habitat che poco si confà a loro , dove in genere la loro sopravvivenza è breve e difficile».
Gli operatori che fanno manutenzione delle vasche della città hanno raccolto negli ultimi mesi una trentina di esemplari al Parterre. Le tartarughe sono state trovate in vasche e fontane di Villa Mimbelli, piazza Dante e parco Pertini.
Nei giorni scorsi c’è stato il trasferimento grazie ai volontari della delegazione livornese dell’associazione Anpana. Gli animali sono stati portati dentro ceste provviste di panni bagnati.
«Abbiamo un mezzo omologato per il trasporto di animali vivi - spiega ancora il presidente Fantappié - Si sono messe in dei contenitori ad hoc e qui possono rimanere per circa un’oretta».
«Purtroppo sono state abbandonate perché vengono acquistate piccole e poi crescono fino ad arrivare a essere 25/30 centimetri. E quando sono adulte diventano anche un briciolo aggressive». E purtroppo di queste tartarughe c’è la libera vendita. Andrebbero anche denunciate».
Il centro che li ha accolti è un’oasi naturale realizzata in un’area litoranea con caratteristiche ambientali originarie, che racchiude gli aspetti tipici del bosco costiero retrodunale. È l’unico centro autorizzato dalla Regione ad ospitare le tartarughe esotiche, ed è gestito dai volontari dell’associazione “L’Assiolo”. —
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