Gioco
Muore otto giorni dopo il malore Si è spenta a 65 anni Giuditta Billeri
Lavorava al laboratorio d’analisi Multitest insieme al fratello Riccardo. Oggi pomeriggio al cimitero comunale dei Lupi l’addio e la cremazione
livorno
Il suo cuore si era improvvisamente fermato poco più di una settimana fa mentre era all’interno di un ufficio per le immancabili incombenze quotidiane: l’avevano soccorsa e già in quel momento si era capito che sarebbe stata una battaglia difficile. Poi la corsa disperata verso il pronto soccorso dell’ospedale, il coma. Giuditta Billeri non ce l’ha fatta ad arrivare a spegnere le 65 candeline sulla torta di compleanno: l’avrebbe fatto fra pochi giorni, agli inizi del prossimo mese di agosto.
Ma quel malore l’ha strappata ai suoi affetti, alla sua vita, a quello straordinario coagulo di interessi culturali che stavano al crocevia fra libri, film e musica che l’avevano sempre contraddistinta: tanto per tuffarsi nell’album dei ricordi, come quando in anni lontani si era incamminata come tanti coetanei sulla strada dell’impegno politico e civile, eppure anche adesso che era a un passo dalla pensione e stava per potersi dedicare alla passione per la cultura.
Quell’aria l’aveva respirata in casa. Sua madre era Carla Bardocci, scomparsa l’estate scorsa all’età di 89 anni, assessora all’istruzione nella seconda metà degli anni Ottanta nella giunta del sindaco Roberto Benvenuti, avvocata in prima linea per la difesa dei diritti delle donne e fondatrice del centro di largo Strozzi.
Suo padre era Ilo Billeri, morto nel 2004, notissimo medico mutualista che aveva seguito una folla di pazienti, poi fondatore del laboratorio di analisi cliniche Multitest, che successivamente verrà guidato dal figlio Riccardo.
L’altro fratello, Giorgio, caposervizio del Tirreno, i nostri lettori lo conoscono bene apprezzandone gli articoli dedicati ai temi sportivi.
Proprio nel laboratorio di famiglia erano molti anni che Giuditta Billeri lavorava, dopo aver prestato servizio a lungo negli uffici delle Imposte dirette al Palazzo di Vetro che un tempo sorgeva nella zona del Cisternone.
Viveva nella zona di piazza Mazzini, era stata sposata con l’architetto Stefano Catuogno, prematuramente scomparso nel 2007: insieme a lui aveva cresciuto i figli Matteo e Irene.
A Matteo e Irene, così come a Riccardo e al nostro carissimo Giorgio, amico e collega, vada in questo momento di dolore l’abbraccio affettuoso di tutti noi che lavoriamo con lui nella redazione del Tirreno.
Chiunque abbia voluto bene a Giuditta Billeri e voglia accompagnarla in quest’ultimo viaggio può essere interessato a sapere che la camera ardente è nella cappella mortuaria dell’ospedale.
Nel pomeriggio di oggi, probabilmente attorno alle 15,15, è previsto il trasferimento al cimitero municipale dei Lupi dove la salma verrà cremata. —
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