Gioco
Maxi tenaglie per demolire il blocco e realizzare 222 nuovi appartamenti
LIVORNO
Firmato il protocollo che da’ il via all’abbattimento del blocco della “Chiccaia”. Prima si procederà con l’eliminazione dell’amianto presente nelle strutture, poi alla demolizione vera e propria dei tre palazzi, seguita dallo smaltimento delle macerie e, a novembre, i primi passi dell’edificazione di 4 blocchi agli angoli della attuale area, per un complessivo di 54 unità abitative da consegnare entro il 2026 data limite anche se la volontà è quella di procedere a es gas per essere pronti ancora prima.
Duecentosettantamila euro per il primo lotto di lavori, che salgono fino ai 9,2 milioni di investimento totale che prevede smaltimento macerie e ricostruzione, cifra proveniente dalla quota parte che la regione ha destinato alla città di Livorno dalla vendita di anni fa di appartamenti di edilizia popolare. Alle ore 9 in punto i vertici di Casalp si sono presentati al cancello che interdice l’accesso ai fabbricati pericolanti e tolto il lucchetto che fu messo il 2 marzo scorso, quando simbolicamente si avviò la pratica, con la distruzione del chiosco posizionato all’interno dello spazio verde della corte, alla presenza del sindaco, dell’assessore al sociale Andrea Raspanti e della comandante dei vigili urbani Annalisa Maritan. A mettere la firma, l’architetto di Casalp, Massimo Colombo, e dall’ingegner Domenico Cotena, direttore tecnico della ditta Abate che ha l’appalto dei lavori. Il presidente dell’ente, Marcello Canovaro, soddisfatto, dopo i ritardi dovuti al lockdown. «Trenta giorni per lo smaltimento di amianto presente nelle tubazioni e nelle colonne delle canne fumarie, poi la demolizione vera e propria che inizierà nella seconda metà di agosto. Vedremo un concetto nuovo di costruzione, quattro piani più il terreno, uniti a spazio per ricovero auto».
Niente paura per i palazzi circostanti. La demolizione prevede l’utilizzo di mezzi con grosse tenaglie che frantumeranno le mura, e che lavoreranno contemporaneamente a dei cannoni nebulizzatori di acqua che eviteranno che la polvere renda l’aria irrespirabile per i residenti della zona. Visita d’obbligo per Raspanti. “È la fine di un percorso durato anni e dell’inizio di un nuovo percorso. Entro il 2026, avremo complessivamente 222 nuovi appartamenti di edilizia residenziale pubblica, per accogliere persone senza casa distribuite così: demolizione e ricostruzione alla Chiccaia e via Giordano Bruno 16/18, nuova edificazione al mercato ortofrutticolo e l’isolato B di Corea”. L’assessore riepiloga quel che già fatto. “L’anno scorso abbiamo investito 1,2 milioni per emergenza abitativa Erp e non, quest’anno vorremmo fare lo stesso. Bisogna fare tanto, bisogna fare di più e ci mettiamo tutto l’impegno. Anche per recuperare appartamenti che dipendono direttamente dall’ufficio casa del comune”. Si chiude con una ricognizione. Guardando i 22 grandi tigli che fanno da cornice allo spazio verde e che non possono continuare a stare lì a ridosso dei palazzi pericolanti Sarebbero d’intralcio e allo stesso tempo verrebbero danneggiati. E la valutazione che sarà chiesta ad un agronomo circa la possibilità di poterli spostare e non abbattere. «Sarebbe bello poterli ricollocare, in spazi di verde pubblico oppure dandoli in adozione a privati che abbiamo un giardino». —
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