Toscana
M5s: tre idee concrete per dare l’altolà alla movida molesta
livorno
Sulla “movida molesta” a Antignano interviene il gruppo consiliare M5s al quale i cittadini della zona hanno raccontato di «grossi problemi di assembramenti da parte di giovani in Piazza Bartolommei, dove nutriti gruppi di ragazzi si concentrano, bevendo fino a tarda notte, e provocando spesso atti vandalici ai danni di auto e tutta una serie di forti disagi».
Sembra – si afferma – che «tutta l’area di Antignano, inclusa la Baracchina Azzurra» sia diventata una delle principali zone dove si svolge quella di solito viene chiamata “movida molesta” (e non sono mancate da parte dei cittadini denunce e esposti). «Siccome non ci piace solo criticare e non riteniamo che sia sufficiente denunciare un determinato problema», i consiglieri del Movimento 5 Stelle provano «anche a fare delle proposte all’Amministrazione».
Tre le «idee immediate»più una visione «più complessa e sistemica»: questa la proposta messa in campo dal gruppo consiliare M5s, che invita a «inviare alcuni operatori di strada in zona» perché “aggancino” «alcuni di questi giovani e comprendere al meglio la situazione, per poi poterla affrontare con maggiore consapevolezza». In secondo luogo, andrebbero previsti «controlli da parte delle istituzioni competenti su quei supermercati/discount dove certamente i ragazzini si riforniscono di alcolici a basso costo, che poi bevono in piazza». Poi si potrebbe pensare a «un protocollo con prefettura e esercizi commerciali sulla gestione della “movida”»: anche con «un prezzo minimo per gli alcolici, in modo da scoraggiare gli acquisti multipli, e una eventuale limitazione dell’orario di somministrazione dell’alcol o dell’apertura dei locali».
Ma tutto questo va visto con «un approccio più sistemico del problema: una città in cui molti giovani abusano di alcol e sostanze deve guardare in faccia la realtà e analizzare dei dati complessivi che descrivano la situazione». Il gruppo M5s lo ripete segnalando che la capogruppo Stella Sorgente è intervenuta per ricordare che «era stata commissionata una ricerca al Cnr di Pisa sugli stili di vita dei giovani livornesi»: si potrebbe partire da lì e dal lavoro degli operatori di strada per «costruire percorsi educativi e sociali che possano dare ai ragazzi altre risposte ai loro bisogni, che non comprendano l’alcol e le sostanze». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google