Gioco
I ragazzi di piazza Magenta di nuovo tutti insieme con una cena spettacolo
la rimpatriata
Una cena per ritrovarsi facendo spettacolo. Ha avuto grande successo la “rimpatriata” di quelli che furono i ragazzi di piazza Magenta nei gloriosi anni ’80. Nata grazie all’impegno di Massimo Mencali e Patrizia Pellicciari. Tanta gente ha invaso il ristorante Paparazzi, tra sorrisi, abbracci, l'amore per i ricordi e qualche inevitabile momento di malinconia. E poi ci sono loro, gli artisti, coordinati da Patrizio Alaimo, perfettamente a suo agio nei panni dello “‘stregone”, uno dei suoi personaggi più conosciuti: Il cantautore Maurizio Polito, il fisarmonicista Sergio Monacelli, il percussionista David Domicili; e infine lei , l’incontenibile cabarettista romana Paola Feny. «Mi auguro che sia l’inizio di tutto - dice la popolare ‘sciantosa’-. Occorre ripartire da zero, dopo quello che ci è capitato, ne abbiamo bisogno. Stiamo cavalcando un anno che ci ha travolti come uno tsunami. Se ci abbattiamo è la fine. Lo spettacolo è una cosa importante, un sistema per farlo sopravvivere dobbiamo trovarlo». Paola Feny canta, recita, coinvolge. «Le cene così - prosegue - sono popolari al sud, spero che si possa lanciarle anche a Livorno. Questa è un’ ottima iniziativa, e auguro agli organizzatori di proseguire, magari col mio contributo». Le portate volano, la musica si libra nell’aria. La serata è ideale per passare qualche ora all’aria aperta. «Una cosa intima - spiega Alaimo- , in un angolo della piazza. Immaginiamoci quindici artisti , in altrettanti punti spettacolo sparsi per la piazza, con una fonica miscelata, che devi avvicinarti per ascoltare uno o l’altro interprete. Lavoriamo in questo senso. Livorno deve tornare all’effervescenza di inizio '900. Ci sono potenzialità incredibili». Un pieghevole gira tra i tavoli: ricorda quei ragazzi che non ci sono più fisicamente, ma sono rimasti nel cuore di tutti. Gli invitati continuano ad arrivare, si aggiungono sedie su sedie. Il numero previsto è stato largamente battuto. La voglia di stare insieme supera tutti gli ostacoli. «Si esibiscono artisti - conclude Alaimo - che non hanno avuto troppa fortuna nella vita. Pur essendo eccezionali. Con storie personali interessanti». Tra i presenti, c’è anche la giovane Rossana Giorgi, che pur non avendo vissuto “l’epoca d’oro” , ringrazia con parole struggenti. «L’arte di strada è un linguaggio che accomuna, accende l’empatia. Bello far parte di questo evento. Mi sono sentita parte di un tutto». Adesso non resta che attendere sviluppi futuri. —
Simone Fulciniti
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