Il Tirreno

Livorno

Razzia da Falaschi Moto: riempiono il furgone di bici, tute e giacche. Colpo da diecimila euro

Umberto Falaschi davanti all'ingresso danneggiato
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Umberto Falaschi davanti all'ingresso danneggiato

Collesalvetti: in quattro col passamontagna assaltano il negozio di moto. ll titolare: «Hanno agito in quattro minuti, sono arrivato tardi»

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COLLESALVETTI. Hanno assaltato il concessionario di moto per la seconda volta in un anno. Rubando cappotti, giacche, tute e perfino due biciclette dal valore di oltre diecimila euro. Danni ingenti da Falaschi moto, il negozio di Collesalvetti di via dell’Azalea. I malviventi, all’una e 40 della notte fra lunedì 20 e martedì 21 luglio, in quattro minuti hanno fatto razzia di abbigliamento e biciclette, una elettrica e un’altra in carbonio. «Io e la mia famiglia abitiamo a Valtriano, qui vicino, nel comune di Fauglia – racconta il titolare del punto vendita, Umberto Falaschi – e con le guardie giurate sono ovviamente arrivato molto velocemente, in pochissimo tempo. Purtroppo però non c’è stato niente da fare, perché i ladri erano già scappati. Hanno fatto velocissimo, restando dentro dall’una e 40 all’una e 43».

Le immagini delle telecamere hanno ripreso tutto: quattro persone, col passamontagna e le mascherine chirurgiche, hanno spaccato il vetro sotto all’ingresso principale, riuscendo a entrare e in pochissimi secondi racimolare tutto quel che sono riusciti a prendere con le proprie mani: «A bracciate», sostiene Falaschi, che ha visionato il filmato ripreso dal suo impianto di sorveglianza a circuito chiuso.

Sicuramente avevano fatto un sopralluogo nei giorni scorsi o nelle settimane passate, visto che sono andati a colpo sicuro senza neanche guardarsi troppo in giro. Il furgone, con ogni probabilità, era stato parcheggiato a ridosso del punto vendita dietro una fila di alberi, accanto alla strada regionale 206, la Pisana-livornese nord, che i ladri hanno imboccato sparendo in direzione di Vicarello e forse della Fi-Pi-Li. «Hanno preso una bici in carbonio che, tre anni fa, ho pagato cinquemila euro – racconta Falaschi – poi una E-bike, fra l’altro senza il caricatore, che ne costa duemila. È elettrica, molto bella. Le moto per fortuna le hanno lasciate stare, ma hanno preso un sacco di giacche e tute che erano in esposizione. Il danno, sommato tutto, supera i diecimila euro. Poi c’è l’infisso che dovremo riparare».

L’allarme, collegato alla centrale delle guardie giurate, è scattato subito. Ma purtroppo l’impianto nebbiogeno, che oscura la vista a chiunque in pochi secondi spruzzando il fumo dalle bocchette, si è azionato con un leggerissimo ritardo, motivo per il quale i malviventi hanno avuto qualche minuto in più per portare a termine il raid. «Quando siamo arrivati – racconta Falaschi – il fumo era già all’altezza degli occhi, quindi si vedeva poco. È già la seconda volta che assaltano il nostro negozio, era già accaduto nel settembre dell’anno scorso. Dopo l’emergenza coronavirus è difficilissimo andare avanti in questo modo».

Sul caso indagano i carabinieri della stazione di Collesalvetti, che nella notte sono intervenuti immediatamente. I militari della Compagnia di Livorno, diretti dal maggiore Guglielmo Palazzetti, sono rimasti nel concessionario Suzuki fino alle 5 di mattina, per cercare di ricavare elementi utili alle indagini. Il video, intanto, è stato acquisito: si vede tutto, ma i ladri non sono riconoscibili. Si può solo immaginare le loro corporature e altezze, non di più. Falaschi ha naturalmente sporto subito denuncia e la speranza è che presto ai malviventi venga dato un volto e un nome. L’auspicio è che le telecamere della zona abbiano ripreso il furgone in fuga, anche se non è escluso che la banda l’abbia rubato proprio per mettere a segno il colpo. «Le forze dell’ordine, sia a Collesalvetti che a Livorno – spiega Falaschi – fanno il massimo e devo dire che nei miei confronti i carabinieri sono stati gentilissimi. In ogni caso se lo Stato continua a tagliare, le cose non possono che peggiorare. I militari fanno davvero il possibile, controllano la zona a più non posso e da me sono arrivati subito, appena li ho chiamati. Non è possibile però che il numero di agenti e carabinieri ogni anno diminuisca. C’è bisogno di una maggior presenza e di più pattugliamenti, ma se vengono ridotti al lumicino non possono essere ovunque. Sono obiettivamente in difficoltà e in questo momento, a causa dell’emergenza coronavirus, è ancora più probabile che vengano messi a segno i furti visto che la gente ha fame, più di prima. Senza le forze dell’ordine questa nazione non va da nessuna parte». —
 

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di Redazione web