Sicurezza
Confcommercio, Marcucci è nel consiglio nazionale
La rappresentante provinciale della storica associazione a tutela dei commercianti raccoglie un bel riconoscimento «C’è molto da lavorare»
LIVORNO
L’assemblea nazionale Confcommercio ha visto, oltre al rinnovo del mandato presidenziale di Carlo Sangalli fino al 2025, anche una novità nel consiglio direttivo nazionale: ne entra a far parte di Francesca Marcucci, che guida l’associazione provinciale di Livorno.
«Essere nel consiglio nazionale è molto importante per la nostra provincia» dichiara Marcucci. «Sottolineo la rilevanza dei diversi livelli di rappresentanza della Confcommercio e la necessità di un continuo confronto tra associazioni territoriali, a livello regionale e nazionale, perché è dallo scambio di pareri che le istanze delle nostre imprese, che insistono su un’area molto vasta, che va da Piombino a Collesalvetti, riescono ad arrivare direttamente in Regione e al governo centrale».
Un grande riconoscimento, dunque, per Francesca Marcucci. Una “medaglia” professionale che corona il suo impegno e la sua capacità di ascolto nei confronti delle realtà imprenditoriali del territorio. Un lavoro quotidiano al fianco di chi fa impresa e garantisce occupazione.
Un sostegno, quello della presidente di Confcommercio Livorno, che vuole rappresentare un punto fisso per gli associati. «È chiaro che i nostri interlocutori naturali siano e restino le amministrazioni locali - dice ancora Marcucci - ma in alcuni frangenti ci troviamo ad avere a che fare con problemi la cui competenza è ultraterritoriale. Per me è importante essere in consiglio nazionale Confcommercio a rappresentare le imprese della provincia di Livorno e a capire meglio i retroscena di alcuni provvedimenti». La nomina nel consiglio nazionale di Francesca Marcucci arriva in un periodo molto delicato per il commercio nazionale e non solo.
Le attività e le imprese, infatti, stanno facendo i conti con i danni economici subiti durante la chiusura forzata, nel pieno dell’emergenza coronavirus. «Anche nel post-chiusura totale l’impatto sui redditi più bassi continua a essere enorme, sia per i titolari delle attività che hanno chiuso per mesi - racconta Marcucci - sia per i lavoratori, in cassa integrazione, in attività ridotta, o per contratti e collaborazioni cessati o non rinnovati. La ripresa è ancora lenta e l’indicatore dei consumi Confcommercio (Icc) segnala un calo del 15,2%, dato meno negativo se confrontato con il trimestre precedente, ma ancora lontano dai valori pre-pandemia. I settori più in sofferenza sono i sevizi ricreativi, le strutture turistiche e della somministrazione, l’abbigliamento e i beni e servizi per la mobilità. Dobbiamo ancora lavorare - conclude Marcucci - per sostenere le imprese più svantaggiate e rilanciare l'economia». —
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