Il Tirreno

Livorno

la novità 

Il parco sarà più grande con un orto etnobotanico nel terreno acquistato

R.R.

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LIVORNO

Diventerà un orto etnobotanico l'appezzamento di terreno recentemente acquistato dall'Amministrazione provinciale di Livorno in ampliamento della superfice a verde del Museo di storia naturale del Mediterraneo: l'acquisto, deliberato dal Consiglio provinciale il 27 settembre scorso, è stato realizzato nell'ambito del Progetto Gritaccess (Grand Itinéraire Tyrrhénien Accessible) finanziato nell'ambito del Programma Interreg Marittimo 2014-2020 che vede la collaborazione di quindici partner delle cinque regioni dello spazio transfrontaliero (Toscana, Sardegna, Liguria, Corsica e la regione sud francese con Provence, Alpes e Côte d'Azur) avendo fra gli scopi principali la creazione di un'offerta turistica culturale sostenibile: «E' una novità, come quella del rinnovamento della Sala del Mare, – spiega Pietro Caruso, vicepresidente della Provincia di Livorno – che va nel senso di una politica aperta alla natura. In questo caso, attraverso il Progetto Interreg Marittimo, c'era la possibilità di attingere a dei fondi per poter sviluppare quanto riguarda la natura e le colture che riusciremo a creare.» Appartenuto in precedenza alla Congregazione delle Suore Mantellate Serve di Maria, l'appezzamento di forma quadrata e della superficie di circa milleottocento metri quadrati, rappresenta l'espansione verso ovest del parco di Villa Henderson (già esteso su 5.000 mq.) arrivando, sul lato mare, in prossimità della parrocchia dei Sette Santi Fondatori: «L''intento – sottolinea Anna Roselli, direttrice del Museo – è di mettervi a dimora antiche cultivar di piante fruttifere che erano storicamente presenti nell'area geografica mediterranea. Questo serve alla conservazione del patrimonio agronomico, a tramandare alle nuove generazioni il rapporto dell'uomo con l'agricoltura ed alla tutela della biodiversità, oltre alle pratiche terapeutiche basate un tempo sulla utilizzazione di determinate specie vegetali.» Si pensa inoltre allo studio di piante da utilizzare in agricoltura essendo più adattabili ai climi siccitosi, mentre è in fase di approntamento un convenzione con l'Università di Siena per la sperimentazione di piante di vite già coltivate dagli Etruschi e dagli antichi Romani. Oltre al frutteto di antiche cultivar (con piante di carrubo, ciliegio, mandorlo, melo, etc.) è previsto l'impianto di un roseto e di aiuole con cultivar locali di piante erbacee eduli, aromatiche e tintorie, oltre alla realizzazione di un gazebo a pianta decagonale per le attività didattiche e divulgative. —

R.R.

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