Gioco
«Conosco il ladro di Rolex» Parla l’operaia-“poliziotta”
Valeria dal 2018 è sulle tracce dell’uomo che sfilò l’orologio al padre in viale Italia «Mi sono appostata per riprenderlo, ma le forze dell’ordine non lo arrestano»
Tommaso Silvi / LIVORNO
Una moto, l’ipnosi, un orologio, un’operaia che diventa investigatrice e un ladro ancora a piede libero. Che potrebbe essere tornato a colpire. Mercoledì scorso. A Livorno. Sul lungomare. In quella lingua di asfalto a due passi dall’acqua che conosce bene. Dove ha messo insieme tutte le sue vittime. Una storia che inizia nel maggio di due anni fa. E che ora rischia di tornare pericolosamente attuale. Il protagonista è un ladro di Rolex. Tremendamente spietato, incredibilmente gentile. Ma non solo. Perché in questa storia c’è un altro personaggio chiave. Si chiama Valeria, ha 46 anni, è di Livorno, e lavora in una grande azienda motoristica della provincia di Pisa. E il 19 maggio del 2018 ha subìto uno choc che ancora oggi non le concede tregua.
«Non mi do pace. Almeno mi sono tolta la soddisfazione di vederlo. È lui, ne sono convinta», racconta la donna. Sembra un film, ma è tutto vero. E se fosse una pellicola da cinema, la prima scena sarebbe ambientata davanti alla Baracchina Rossa. 19 maggio 2018. Metà mattina. Il padre di Valeria, 70 anni, sta percorrendo in bici viale Italia. Nelle immagini di alcune videocamere di sorveglianza che la figlia è riuscita a ottenere, si vede una moto che viaggia a bassissima velocità. In sella un uomo. Casco grigio. Scarpe da ginnastica. Affianca il pensionato. Nota il Rolex che porta al polso, acquistato due mesi prima dopo tanti sacrifici.
«L’unico sfizio della sua vita, anche io me lo sono regalata, nel dicembre 2017», dice Valeria. Le immagini si interrompono, perché i due iniziano a parlare dietro a una siepe. Lì la telecamera non riprende. Ma la vittima ricorda bene com’è andata. «Mi riconosci? Sono io, non ci credo che non ti ricordi», esordisce il ladro. L’anziano è imbarazzato, rimane quasi impietrito. L’uomo sulla moto, allora, cala l’asso.
«Bevi poco, si vede. Non ti senti molto bene. Fammi sentire i polsi». E poi ancora: «Ma togli l’orologio un attimo, per favore. Mettilo in tasca. Fammi sentire bene i tuoi polsi». Il pensionato non ha più il controllo della situazione. Si sfila l’orologio e lo mette in tasca.
Dopo un attimo la moto si sta allontanando. Lui torna in sé, e si accorge che il Rolex non è più nella tasca dei pantaloni. Chiama la figlia disperato. Passano due settimane e succede ancora. Altra persona derubata, ancora in viale Italia. Altro Rolex. Ed è in questo momento che la vita di Valeria cambia. Forse per sempre. «Non riuscivo ad accettare il fatto che qualcuno avesse derubato mio padre dell’unica cosa di valore che si era comprato in vita sua, e che quindici giorni più tardi lo avesse fatto di nuovo, quasi nello stesso punto, con un’altra persona».
Valeria cerca in rete, legge la storia di un architetto di Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, derubato del Rolex con la stessa modalità. «È una sorta di ipnosi, ti confondono in un secondo e ti portano a fare quello che vogliono», dice ancora l’operaia 46enne livornese.
E inizia la guerra. Tra Valeria e il ladro di Rolex. «In poco tempo ho costituito un gruppo di derubati. Siamo ancora in contatto», racconta. Ma lei vuole di più. Vuole immortalare l’autore della rapina a suo padre. Acquista una telecamere e la installa sul cruscotto dell’auto, poi acquista anche un cellulare e lo piazza sul lunotto posteriore. Posteggia la macchina in viale Italia e lascia i due dispositivi in registrazione. A giornate. Fino a quando, a inizio luglio 2018... «Sono riuscita a beccarlo. Come ogni sera - ricorda - ero sul divano a guardare i filmati del giorno. Sapevo quale era la moto dell’uomo che aveva derubato mio padre. L’avevo vista dalle immagini di una videocamera di sorveglianza della zona che ero riuscita ad avere. E scorrendo le immagini, a distanza di due mesi dalla rapina a mio padre, l’ho visto passare».
Valeria si rivolge alle forze dell’ordine, riesce anche ad avere un identikit abbastanza dettagliato del ladro di Rolex, e grazie ad alcuni amici ben informati scopre che quell’uomo in moto è uno “sfilatore” seriale di orologi. «Più volte in questi anni ho ricevuto rassicurazioni da parte delle forze dell’ordine. Ogni volta sembrava che fosse la volta buona, che stessero per prenderlo. Ma non è ancora accaduto. Il gruppo di derubati si è allargato. Abbiamo scoperto che lo stesso uomo, tra il 2018 e il 2019, ha eseguito furti con destrezza anche in Liguria e nella costa sud della Toscana. Con la sua moto viaggiava lungomare e colpiva. Ovunque. Il pensiero che sia ancora libero mi tormenta. Non è giusto».
E quando, venerdì scorso, Valeria ha letto sul Tirreno la notizia di un uomo derubato del suo Rolex da due uomini in moto, qualcosa le è scattato di nuovo in mente. Un pensiero che non si toglie dalla testa. «Ho il sospetto che sia tornato. Forse è di nuovo lui. Quell’uomo che due anni fa si è portato via il sogno di una vita di mio padre». —
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