Il Tirreno

Livorno

Piazza Garibaldi, l'assessore Garufo: «Soldi spesi, è andata male»

L’intervento di Annalisa Coli di Confesercenti nella terza e quarta commissione consiliare (Marzi)
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L’intervento di Annalisa Coli di Confesercenti nella terza e quarta commissione consiliare (Marzi)

Livorno, il delegato alla sicurezza: «Qui c’è chi deve prendere il valium per dormire». Viviani: «Il problema sono i fondi non le baracchine»

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LIVORNO. Quando Rocco Garufo, scombinando la tradizionale geografia politica destra-sinistra, prende la parola per dire che – dopo 3 anni dai bandi per Piazza Garibaldi – bisogna prendere coscienza che “qualcosa non ha funzionato” e che 250mila euro di risorse spese “sarebbero state una preziosa leva per incentivare il commercio”, la miccia è innescata. In commissione – congiunte la terza e quarta, presidenti Pritoni e Sassetti (Pd) – la destra sussulta: l’abbiamo sempre detto, non servono “palloncini” ma “manette” per i delinquenti (è lo slogan di Romiti , Fdi). E dai banchi 5 Stelle Sorgente (i progetti d’integrazione nacquero sotto la giunta Nogarin) attacca il Pd e Garufo: «Guardate, questo era un bando del Comune e della Regione. C’era l’impegno dell’assessore regionale Bugli , che non è nostro. Siamo stufi di questo scaricabarile. E’ una situazione paradossale, per coprire quello che non è stato fatto, si dà la colpa al M5S».

Insomma, se si doveva parlare di commercio, di integrazione, socialità, la questione sicurezza – anche alla luce degli ultimi recenti episodi – ha preso il sopravvento. Doveva essere improntato tutto sulla “rigenerazione urbana”. E’ finita in rissa politica. Anticipati da Annalisa Coli di Confesercenti, associazione che è stata parte attiva del progetto e che ha illustrato quanto fatto per risollevare il commercio del quartiere partendo dai fondi sfitti, si sono alternati Filippo del Bubba (Officina del Riuso), Alessandra Carlesi (Comitato Pontino San Marco), Giulia Bernini (Uovo alla Pop), Giancarlo Sulivoi (Circolo nautico L’Alfiere), Ugo Meriggi (Vivi Garibaldi. Spaccati diversi, esperienze diverse. Uovo alla Pop che è diventata un’officina espositiva e luogo di promozione di street art, e il Riuso e Mezclar 22. Quelli che ce l’hanno fatta e rivendicano, con orgoglio, la bontà del progetto. «Militarizzazione delle piazze? No, le piazze vivono perché vengono innervate da gente che le ama», ha detto Del Bubba. Però tra i residenti, c’è chi ha evidenziato che “non si possono fare più iniziative come le cene all’aperto per via dei delinquenti”, ha detto Meriggi. «Noi non diciamo no agli stranieri, ma ai delinquenti. Togliamo le baracchine e pedonalizziamo la piazza». E poi un monito a prefetto e questore perché “devono fare di più”. Perché tra i residenti c’è chi mè stufo di spaccio e degrado. Lo aveva detto, senza troppi giri di parole, lo stesso assessore Garufo.

«E’ stato fatto un progetto importante. Non ha funzionato. Su 20 baracchine 8 sono aperte. Ripartiamo da capo. Io non posso sentire dire che un anziano che vive qui è costretto a prendere il valium per 10 giorni perché non riesce a dormire». Sulla sicurezza la destra spara le sue cartucce. Vaccaro : «La sicurezza non si fa con le mancette elettorali». Romiti: «Con 250.000 euro ci si pagavano 12 vigili da mettere in piazza». Perini: «Qui non ci sono stakeholder, ma chi ha beneficiato di aiuti». Da sinistra Trotta invita a ripartire dal confronto con cittadini e associazioni. Nel Pd Lucetti si scusa con gli inviati “per i toni da campagna elettorale” ma ammette che “le ingenti risorse investite non hanno dato frutti”. Mirabelli accusa la destra di aver trattato gli intervenuti “non da ospiti ma da imputati” e rilancia l’attività del Pd col progetto di rigenerazione urbana. La Lega, a metà seduta, abbandonerà l’aula. Non prima dell’intervento di Bruciati (Buongiorno) che mette in luce alcune criticità delle scelte fatte sulla piazza: «Il bando per le baracchine, sbagliato, fatto male».

«Non ha senso oggi discutere se abbatterle o meno. Semmai come renderle vive”. Critiche anche sul l palco in cemento nel cuore della piazza. Alla fine sarà l’assessora all’Urbanistica Silvia Viviani a parlare di “spettacolo orrendo” per quanto maturato in due ore di dibattito. «Non sono qui per ridisegnare piazze e dico un’altra cosa: basta essere ostaggio del passato», puntando il dito sul clima da processo per iniziative - come Pop Lab. «Il vero problema in quella piazza non sono le baracchine, ma sono i fondi». Per poi dire. «Basta con l’accanimento terapeutico di tipo progettuale su piazza Garibaldi». E ricordare le azioni di questa giunta per la rigenerazione del quartiere a partire dalla delibera sull’art.110 del codice del commercio.

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