Gioco
Dove il caffè c’è ancora «Situazione critica, gli affari crollano»
LIVORNO
In molte città della Toscana i bar delle stazioni sono aperti e lavorano regolarmente. Anche se dopo la chiusura totale a causa del coronavirus, la ripartenza è piena di difficoltà.
«Lavoriamo la metà della metà rispetto al periodo precedente all’emergenza virus. Il traffico di treni è ridotto, i passeggeri sono pochi», spiega Roberto Marini, dallo scalo di Arezzo. «L’incasso è crollato del 40%, c’è pochissimo movimento. È un momento molto delicato, stiamo cercando di tirare avanti con la speranza che gli affari riprendano. Moltissimo, però - racconta Alessandro Triscornia, del bar della stazione di Massa -, dipende da quando torneranno a circolare regolarmente i treni. Pochi passeggeri, poco lavoro, il discorso è molto semplice».
E c’è un bar anche nella piccola stazione di Campiglia. Anzi, ce ne erano due. Uno ha chiuso alla fine dello scorso mese di dicembre, l’altro è momentaneamente chiuso per un problema di salute del titolare, Daniele Tani, che però promette: «Non appena mi rimetterò, il bar riaprirà. I problemi li abbiamo soprattutto d’inverno, quando alla stazione non viene praticamente nessuno».
E da Viareggio, Folco Papanti lancia l’allarme: «L’affitto che paghiamo a Rete Ferroviaria Italiana è molto alto. Ci hanno spostato i pagamenti di cinque mesi, ma non è facile. Ho fatto i conti di recente, e se siamo bravi possiamo farcela a chiudere i prossimi mesi in pari. Ma di guadagnare, per ora, non se ne parla nemmeno. Capisco la situazione di Livorno, perché anche qui, se non riprendiamo a lavorare seriamente, rischiamo di fare la solita fine». —
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