Gioco
Braccialetto elettronico per uno dei giovani che coltivava la marijuana
Livorno: arrestati dai carabinieri in una piantagione in via di Popogna. Un venticinquenne è ai domiciliari, mentre l’amico ha l’obbligo di dimora
LIVORNO. Arresti domiciliari col braccialetto elettronico e obbligo di dimora a Livorno con permanenza notturna in casa. È quanto ha deciso il giudice per le indagini preliminari ieri mattina in tribunale, convalidando l’arresto dei due giovani livornesi sorpresi dai carabinieri in un campo con 103 piante di marijuana accanto via di Popogna, secondo l’accusa da loro coltivato in mezzo alla boscaglia.
La misura cautelare più pesante (i domiciliari) riguarda il venticinquenne Mattia Romiti, difeso dall’avvocato Giacomo Giribaldi, mentre per l’amico Diego Baldacci (assistito dalla legale Alessandra Natale) il gip ha riconosciuto l’occasionalità del fatto, anche in relazione al fatto che fino a quel momento il ventiquattrenne risultava incensurato, optando per l’obbligo di dimora nel suo comune di residenza, Livorno appunto.
I due ragazzi erano stati arrestati giovedì scorso dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile e della stazione di Montenero, insospettiti, secondo quanto ricostruito, dal loro continuo viavai fra i boschi e via di Popogna. Poi la scoperta delle 103 piante e l’accusa di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Le 103 piantine erano «di varia grandezza» e durante l’operazione del Norm dei carabinieri, diretto dal tenente Marco Saccà, sono stati rinvenuti anche «altri vasi vuoti, un sacco di terriccio integro, un altro sacco consumato solo in parte, varie confezioni di acqua, fertilizzanti e repellenti di vario genere». Nelle loro abitazioni, immediatamente perquisite una volta fermati, i militari della Compagnia di Livorno (guidata dal maggiore Guglielmo Palazzetti) hanno poi trovato, complessivamente, tre diversi panetti di hashish dal peso complessivo di 154,6 grammi, alcune buste per il confezionamento delle dosi e due bilancini di precisione, uno dei quali con sopra nuovamente hashish: un pezzo da 0,4 grammi e un secondo di 1,6. In una delle abitazioni c’era anche un libro che illustrava come coltivare correttamente la cannabis. Tutto il materiale è stato sequestrato.
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