Gioco
Caso piscine, capitan Turrini nuota con le valigie: «Ci alleniamo altrove per il sogno olimpico»
Il capitano azzurro come i colleghi, dal 9 marzo non entra in vasca: «L’impianto da 25 metri è intitolato a mia zia, che dolore vederlo così»
LIVORNO. Il capitano azzurro Federico Turrini (due Olimpiadi e 4 medaglie europee) come migliaia di altri utenti – le piscine le vive nel quotidiano e dallo scorso 9 marzo – giorno di chiusura, che sancì peraltro l’inizio del lockdown – non vi può accedere. Un blocco dettato dall’emergenza e che, purtroppo, è rimasto tale nonostante la data di riapertura degli impianti sportivi (fine maggio) stabilita dal Governo e dal Ministro dello Sport Spadafora. E come se non bastasse il gestore Officina dello Sport (che fa capo a Sport Management) ha svuotato le tre vasche senza alcun preavviso, fino alla recente notizia della messa in liquidazione della società.
Turrini, voi atleti d’Elite avete comunque ripreso a nuotare giusto?
«Sì, ma da circa un mese e mezzo siamo costretti ad allenarci fuori città in particolare a Piombino, Cascina e San Rossore; la perdurante chiusura delle piscine livornesi ha creato un notevole disagio a noi atleti professionisti e a tutta la cittadinanza».
La mancata riapertura in qualche modo inciderà sulla preparazione ai prossimi Giochi Olimpici?
«Fortunatamente, se così si può dire visto il periodo dal quale veniamo, le selezioni sono state posticipate al marzo 2021; tuttavia fra un mese dovremo onorare la stagione che si chiuderà con il 57° Trofeo 7 Colli – Campionato Italiano Assoluto di Roma. Si tratterà senza dubbio di una gara anomala ma che tutti ci teniamo a far bene, in attesa poi, toccando ferro, di dare il via alla stagione nelle vasche di casa».
Qual è il suo auspicio in vista dell’autunno?
«Eravamo a conoscenza delle difficoltà di Sport Management, ma questi ultimi aggiornamenti ci hanno colto un po’ di sorpresa. Mi auguro, io come tutti coloro che frequentano le piscine, che la situazione possa evolversi in positivo. Quello che ci preme è che dal primo settembre possano riaprire. È impensabile che la città di Livorno, con la tradizione che vanta nel nuoto, non abbia a disposizione i propri impianti».
Per lei, tra l’altro, le piscine sono un affare di famiglia…
«Beh sì: la vasca da 25 metri di via dei Pensieri è intitolata a mia zia Alessandra che ha insegnato a nuotare a me e a diverse generazioni di livornesi. Ogni volta che ci passo davanti e le vedo chiuse penso, infatti, a quanto siano un bene essenziale per la città e quanto siano importanti per tutti noi cresciuti a pane e cloro».
Negli ultimi giorni si è letto sulla stampa di un’assegnazione provvisoria. Cosa ne pensa?
«Non ho dubbi sul fatto che il sindaco Salvetti e gli uffici competenti siano già al lavoro per trovare una soluzione d’urgenza (prevista dall’articolo 125 dei contratti pubblici). Un impegno quotidiano, che ha come unico obiettivo quello di riconsegnare le strutture ai livornesi nel più breve tempo possibile, magari con l’appoggio del Coni e della Federazione Italiana Nuoto. Due impianti che, nel corso delle generazioni, hanno prodotto fior di campioni, penso a Simeone Camalich, Massimo Rosi e Ilaria Tocchini, a Samuele Pampana, Luca Ferretti e Francesca Fangio, ai 5 atleti e 2 tecnici federali che nel 2016 hanno rappresentato Livorno alle Olimpiadi di Rio (Gabriele Detti, Federico Turrini, Martina De Memme, Sara Franceschi, Chiara Masini Luccetti, Stefano Morini e Stefano Franceschi, ndr), ma che soprattutto rappresentano – lo ribadisco – un bene di prima necessità per la cittadinanza».
a.m.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.39095528:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2020/07/17/news/la-promessa-di-detti-appena-riapriranno-vengo-a-casa-a-nuotare-1.39095528]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
