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Liberazione di Livorno, trekking sulle tracce dei partigiani (e dei lupi)
livorno
Domenica è l’anniversario numero 76 della liberazione di Livorno dai nazifascisti: il 19 luglio ’44 i partigiani e le forze alleate entravano in città da sud. Per ricordare la ricorrenza è stato organizzato un doppio evento dall’équipe di Selvatica, associazione di biologi, guide ambientali, naturalisti e appassionati cittadini che si battono per la conservazione dell’ambiente (e della memoria). Domani e dopodomani è in agenda una iniziativa dal titolo “Terra di lupi, banditi e partigiani”: si tratta – spiegano i promotori – di «un viaggio fra storia e natura, nei giorni della liberazione di Livorno».
I partecipanti andranno su una parte del sentiero percorso dai partigiani Francesco Paggini e Gino Tosi: appena più che ventenni, dalla scogliera di Castiglioncello – spiegano gli organizzatori – si arrampicarono sui dirupi e fecero lunghi tratti anche a nuoto, per evitare di imbattersi nelle truppe tedesche, riuscendo a raggiungere Chioma e da lì, esausti, si diressero al X Distaccamento partigiano di Quarrata. Sono due giovanissimi ai quali i livornesi devono molto: è grazie al loro eroismo che portarono a termine una missione che salverà Livorno dal bombardamento finale.
Lungo il percorso con la guida ambientale escursionista Dario Canaccini si scopriranno i resti del “Ponte di Marisa”: era la copia perfetta del ponte del film “Il ponte del fiume Kwai“ e nel Natale ’57 la produzione statunitense del film lo regalò a una bambina che abitava al Gorgo e che era in difficoltà ad attraversare il Chioma per andare a scuola a Nibbiaia.
I promotori dell’iniziativa invitano, durante il ritorno, a «fare il più possibile silenzio e mantenere lo stesso passo della guida senza dividere la fila, per rispettare la quiete notturna del bosco e cercare di scorgere qualche animale».
In effetti, ci si potrebbe imbattere «nelle tracce del passaggio dei lupi, in rarità botaniche come la Periploca Greca, relitto glaciale, e se siamo fortunati – spiegano - potremo incontrare anfibi e bisce d’acqua, o altri animali che si spostano all’imbrunire». La cena è prevista vicino alla Buca dei Banditi, poi si riscendererà a buio con l’aiuto delle torce. L’iscrizione è a numero chiuso (15) e si fa tramite form sul sito dell’associazione www.selvatica.eu.
Gli organizzatori consigliano come equipaggiamento: torcia (obbligatoria), scarpe da trekking, pantaloni lunghi, cappello per il sole, abbigliamento “a cipolla”, mascherina, gel disinfettante per le mani.
Il ritrovo è previsto per le ore 18 in zona Chioma: sotto il cavalcavia della superstrada, al gozzo del Quercianella bisogna prendere la strada sterrata verso l’agriturismo La Mignola, parcheggiando poco prima del cancello che porta all’agriturismo. C’è da percorrere 7 chilometri con un tempo effettivo di cammino di 2 ore, il tragitto non presenta particolari difficoltà. Costo dell’escursione 15 euro (12 per i soci di Selvatica). La cena è al sacco e il rientro è in programma attorno alle ore 23. —
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