Il Tirreno

Livorno

il post su facebook 

Cari genitori, ricominciamo a dare ai figli regole e orari

2 MINUTI DI LETTURA





«Sono in casa e "cerco" di leggere. Dalla finestra non odo un suono musicale ma lo "sgassare" di motorini; odo le voci alterate di qualcuno che si è fatto una birra o qualcos'altro». Parte da qui il post di monsignor Razzauti che ha innescato dibattito sui social parlando di «ragazzi e ragazze (in gran parte minorenni)» che «dopo mesi di "clausura in casa" ora sono liberi di "correre" e le famiglie lasciano andare: "poverini, hanno sofferto tanto" !».

Don Paolo ricorda che «da mesi non hanno più scuola, non hanno palestre, non hanno squadre, non hanno parrocchie: tutto è in quarantena». E poi: «Non hanno più chi li indirizza, chi detta loro alcune norme comportamentali, non hanno più famiglie: perché anche loro hanno voglia di libertà. E' questa l'Italia che vogliamo?».

L’appello: «Iniziamo, noi adulti, a renderci responsabili, i genitori a far rientrare a casa i propri figli in orari decenti (magari aspettandoli sonnolenti sul divano), iniziamo da noi adulti a non dare colpe soltanto alle amministrazioni (che dovranno controllare maggiormente) ma a prendere in mano la situazione ed a far comprendere ai nostri giovani le loro responsabilità e, soprattutto, il valore dello stare insieme senza togliere la libertà ed il rispetto agli altri. Cominciamo a non permettere o far credere loro che "in fondo non c'è niente di male"! Rendiamoli responsabili. Allora al "suono dei motori" si potrà di nuovo ascoltare il suono delle stelle. E, se qualche giovane leggesse, si faccia testimone di una vita diversa! Lo spero fortemente, ma diamoci da fare ,soprattutto noi adulti».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web