Gioco
Crisi degli affitti: sos di proprietari e inquilini riuniti «Scenario tragico»
Chiesto l’abbattimento dell’Imu in caso di canoni concordati «Se non si interviene salterà il 22% delle locazioni annuali»
livorno
Otto organizzazioni sindacali di categoria firmano un protocollo che propone importanti misure di sostegno per inquilini e proprietari che, da diverse angolazioni, stanno enormemente soffrendo il momento di crisi economica e sanitaria. Una crisi, sottolineano i sindacati, destinata a toccare il vertice tra qualche mese. In questo senso corre il dovere di fare qualcosa: prevenire, come si suol dire, è meglio che curare. «L’emergenza coronavirus – spiega Paolo Cangemi, (Ui) – ci ha spinto verso una situazione tragica: molti piccoli proprietari hanno abbassato l’affitto agli inquilini e questo fatto fa gran piacere». E aggiunge: «Da parte nostra abbiamo approntato questo tavolo per stimolare non solo il Comune, ma anche la Regione e il Governo ad aumentare il contributo per la morosità incolpevole e per l’affitto. Una quota che possa permettere di pagarne almeno la metà e ai proprietari, che non riscuotono, la possibilità di detrarre la quota dalle imposte dell’anno successivo. Una maniera concreta per sostenere la situazione».
Cangemi sottolinea con forza l’importanza del canone concordato. «Ai Comuni chiediamo un abbattimento dell’Imu per chi fa il concordato. Siamo convinti che trasformare il canone libero in concordato possa facilitare l’inquilino a sostenere le spese, e il proprietario a non perdere l’introito».
Sirio Grassi di Asppi tutela i piccoli proprietari immobiliari. «Oggi chi lavora è in difficoltà, per tanti motivi, sotto gli occhi di tutti. A giugno tra mille spese, tanti non hanno potuto pagare le locazioni. L’operazione è responsabilizzare lo Stato, la Regione e il Comune per l’incremento di finanziamento». «C’è stata una proroga degli sfratti fino a giugno – prosegue – e si dovrebbe andare avanti fino a dicembre. Ci sono difficoltà per chi deve pagare, certo, ma non dimentichiamo chi deve riscuotere. Se lo Stato fa una proposta del genere, ripeto, deve assumersi anche le responsabilità di trovare soluzioni». Il prossimo futuro appare nebuloso. Grassi fa infatti notare, carte alla mano, come il 22% dei 54.124 affitti attuali dopo la pandemia rischi di saltare: «Proiezioni basate sulle cause recenti di morosità incolpevole». Da qui la necessità di mettere in piedi uno strumento, che possa prevenire uno scenario potenzialmente esplosivo. «Inoltre, a livello di distribuzione contributi – conclude Patrizia Villa del Sunia – occorre necessariamente una banca dati che registri ogni cosa. In modo che tutti, non solo chi conosce la meglio la prassi, sia in grado di ottenere gli aiuti. La ricaduta deve essere equa. Il controllo automatizzato è necessario». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
