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Ceccardi mezzo flop a Livorno: accoglienza tiepida e qualche fischio per la star della Lega - Video
La leader toscana del centrodestra, in campagna elettorale, parla di degrado con un gruppetto di residenti della zona di piazza Garibaldi
LIVORNO. In piazza Garibaldi ci sono le bandiere del centrodestra: Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Sono fissate con il nastro al piccolo palco di ferro davanti alla baracchine che vendono snack e bevande. È tutto pronto per l’arrivo di Susanna Ceccardi, donna del Carroccio candidata alla presidenza della Regione. Che però, su quel palco, non salirà. Non serve. Per parlare alla sessantina di sostenitori accorsi per ascoltarla è sufficiente stare a terra.
Prima il capannello di giornalisti, con Ceccardi che parla di disoccupazione, di malgoverno da parte del Partito democratico e dei problemi di spaccio e degrado che i residenti segnalano in piazza Garibaldi e dintorni, a Livorno. Poi il comizio “intimo” con la gente. Tra il pubblico ci sono i consiglieri leghisti livornesi, e il consigliere regionale uscente, Roberto Biasci. Susanna affronta il tema del lavoro - «Abbiamo bisogno di infrastrutture per creare lavoro - dice - la tassazione in Toscana negli ultimi anni è aumentata ancora del 2%» -, mentre a pochi metri da lei, controllati a vista da un cordone di forze dell’ordine, le danno il “benvenuto” in piazza una quarantina di manifestanti. «È arrivata Nilde Iotti», dice uno di loro prendendola in giro. Lei allora - dopo essere stata introdotta, all’inizio dell’incontro pubblico, dal leader livornese di Fratelli d’Italia, Andrea Romiti - prima si mostra indifferente, poi sceglie di affrontare i “nemici” e si dirige verso di loro, trascinandosi dietro il gruppo di “tifosi” e poliziotti. Lo scambio di opinioni ravvicinato tra le parti verte sui soliti grandi temi.
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Da una parte «Ridacci i 49 milioni di euro che ha rubato la Lega», dall’altra «Il Pd non è il partito che vi rappresenta, quelli non sono gli eredi di Berlinguer». Qualche attimo di lieve tensione, ma tutto ampiamente dentro le regole. Le forze dell’ordine si limitano a dividere fisicamente, senza scudi e manganelli, le due “anime” di piazza Garibaldi.
Susanna parla da un megafono, Romiti abbatte ogni logica ideale di partito e la supporta da vicino come il primo dei tesserati leghisti. È il centrodestra unito. Almeno nel cuore di piazza Garibaldi. C’è anche l’abbraccio con Marcella Amadio (FdI): «Siamo donne coraggiose». La candidata alla Regione che ha lanciato la sfida all’avversario Pd, Eugenio Giani, si mostra sicura, determinata e spigliata. Le stesse carte che nel 2016 le fecero fare scala reale nella sua Cascina, dove sbaragliò l’avversario Dem Alessio Antonelli al ballottaggio, salendo alla ribalta nazionale. «Non ci fate paura», grida rivolgendosi a chi le ricorda le sue origini pisane, accompagnando il tutto da «Torna a casa tua».
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Poi la parola ai residenti. «Sono venuta soprattutto per ascoltare loro», dice Ceccardi. Tocca al gruppetto di abitanti di piazza Garibaldi. Gli interventi si susseguono, e il megafono passa di mano in mano, e di bocca in bocca. Non esattamente la cosa migliore in tempi di pandemia. «Qui ci fanno la pipì alla porta di casa, spacciano e si tirano le bottiglie», dice una signora disperata. «Chi ha una figlia non può abitare in piazza Garibaldi, è costretto a scappare. Qui i nostri figli, soprattutto le femmine, non sono al sicuro».
I contestatori continuano a seguire l’evento organizzato da Susanna Ceccardi per la campagna elettorale. Lei conclude con una raffica di selfie con sostenitori e simpatizzanti. Finisce così un pomeriggio “tiepido”. La prima tappa livornese di Susy da donna che vuole conquistare la Toscana.
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