Gioco
Modì, il genio e la pace con Livorno, in Fortezza il compleanno speciale
L’iniziativa organizzata da Reset con esperti a confronto per celebrare l’arte di Dedo: la poesia, i nudi parigini e l’influenza di Fattori e Lega
LIVORNO. Buon compleanno Amedeo Modigliani, l’ormai classica serata - dedicata al geniale artista livornese (la prima edizione fu il 12 luglio del 2015, curata dell’associazione culturale Franco Ferrucci), organizzata nello storico contesto della fortezza vecchia. E da quattro anni la tradizione prosegue grazie all'illuminata associazione Reset, guidata dall’infaticabile presidente Pino Pera.
Quasi 200 gli spettatori “distanziati”. Per i saluti iniziali salgono sul palco il sindaco Luca Salvetti e l’assessore Simone Lenzi:i due ricordano con emozione i passaggi che hanno portato alla realizzazione del grande sogno “Modigliani e l’avventura di Montparnasse”, la mostra vissuta a cavallo tra 2019 e 2020, in grado di superare quota 110mila spettatori. Un’impresa che ha avuto il potere di rilanciare la città a livello internazionale, e quello di sancire “la pace” tra Amedeo e il suo luogo natio, dopo anni di dolorosi rapporti. Il pubblico è stato salutato anche dal “padrone di casa”, Massimo Provinciali, segretario dell’Autorità portuale che ha espresso soddisfazione per il mantenimento della gestione dell’edificio. Poi, accompagnato dalle note Jazz del BJB Trio, il presentatore dell’evento, Alessandro Guarducci, capocronista del Tirreno, ricorda il successo della mostra su Modigliani al Museo della Città e sottolinea l’importanza di ritrovarsi tutti insieme dopo un periodo difficile e drammatico come l’emergenza per il coronavirus. Poi introduce ospiti ed argomenti, partendo da Corrado La Fauci: lo studioso regala alla platea interessanti spunti di riflessione, conditi con inediti approfondimenti sulle ispirazioni e il linguaggio pittorico di Modigliani.
Un perfetto “riscaldamento” in vista del talk show. E quella che dovrebbe essere una chiacchierata, si trasforma bel presto in lectio magistralis, considerando lo spessore degli ospiti coinvolti. C'è l'espertodi storia dell’arte Umberto Falchini, ad analizzare un tema a lui molto caro: la famosa personale di Dedo a Parigi (durò il tempo di un soffio) presso la galleria di Berthe Weill. Falchini, che insieme al giornalista Maurizio Mini, da questa vicenda ha addirittura tratto un volumetto evidenzia l’ottusità di quel gendarme, che sordo alle logiche spiegazioni della gallerista, volle assolutamente chiudere l’esposizione a causa di alcuni nudi, giudicati scandalosi. Ed ironia della sorte due di questi nudi sono stati venduti alle aste più famose per cifre superiori ai 150milioni di euro. Flavio Fergonzi, professore ordinario di storia d'arte contemporanea alla scuola normale superiore di Pisa, si collega via internet. A lui l’arduo compito di parlare della poetica di Modì.
«Una parola difficile -spiega-, troppo complicata affiancata a Modigliani. Perché al contrario di molti suoi colleghi, non lasciò nessuna dichiarazione in tal senso, a parte qualche frase o qualche poesia giovanile. Questo ha fatto sì che, negli anni successivi alla sua morte, il suo lavoro fosse letto in maniera differente, decennio per decennio». Laura Moreschini, va alla ricerca della mostra ‘perfetta’, passando in rassegna le più importanti con protagonista il pittore labronico. Il gran finale, atteso da tutti i presenti, si apre quando Guarducci chiama sul proscenio Carlo Pepi, universalmente conosciuto come il “Don Chisciotte’ dell’arte”.
«Quando morì Mario Puccini -racconta-, il 18 giugno del 1920, gli amici del caffè Bardi, fondarono in sua memoria il Gruppo Labronico. Ma qualche mese prima a Parigi era morto Modigliani, e venne completamente ignorato”. Pepi rammenta l’importanza di Giovanni Fattori (un altro gigante), e poi Silvestro Lega, nella formazione del giovane Dedo. E l’astio di alcuni compagni, evidenziato dopo la sua morte: «Romiti, ad esempio, disse cose irripetibili, giudizi che ancor oggi mi fanno star male». Chiusura affidata al suggestivo video mapping di Immersiva, già proiettato til 24 gennaio alle Fonti del corallo firmato da Andrea Cecconi e il suo staff.
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