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"I veleni di Firenze teneteveli voi". In 300 davanti all'Eni contro il rigassificatore

Flavio Lombardi
"I veleni di Firenze teneteveli voi". In 300 davanti all'Eni contro il rigassificatore

Protesta ambientalista: presenti cittadini, associazioni e alcuni partiti. Ercolini: «Questo impianto è come un inceneritore, qui serve il riciclo»

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«Non c’è ambientalismo senza anticapitalismo», «contro il progetto Eni i carrarmati di Giani, costi quel che Costa (il ministro)», «basta bruciare», «si bonifiche, no nuovi impianti». È solo una rappresentazione a campione di striscioni e cartelli esposti ieri pomeriggio alla manifestazione davanti alla raffineria di Stagno. Al grido di “Basta velEni” circa 300 livornesi e colligiani, ma anche rappresentanti del centro di ricerca Rifiuti Zero di Capannori, quello di Cecina e di Livorno, Mamme no inceneritore, Legambiente Livorno, Collesalviamo l’ambiente, Fridays for future Pisa e da Firenze, La Piana contro le nocività ed alcuni tra quelli che hanno condotto la battaglia per Case Passerini. Un no secco alla politica “di una finta economia circolare che mira solo agli affari infischiandosene della salute della gente e dell’inquinamento”.

Presenti per il Movimento Cinque Stelle la candidata governatrice Irene Galletti, accompagnata dai consiglieri livornesi Stella Sorgente e Luca Vecce e dal deputato Francesco Berti, poi Tommaso Fattori consigliere regionale e candidato alla presidenza toscana con la lista Toscana a sinistra, la consigliera regionale Monica Pecori (gruppo misto) Lenny Bottai, segretario labronico del Partito Comunista.

Rossano Ercolini, capannorese, presidente di Zero Waste Europe, attacca quando pensa all’impianto, “venduto” all’inizio come bioraffineria. «Non c’è un progetto, e anche ci sarebbe da capire come mai la regione ha dato vita a un atto di rilevanza normativa quale il protocollo di intesa con Alia, la società che gestisce i rifiuti per Firenze e della quale io chiedo dimissioni in blocco di tutto il consiglio di amministrazione. Sconfitta sull’inceneritore, Alia, evidentemente vuole ricollocarsi all’interno di questo affare. Poi, che tipo di trattamento si vuole realizzare in questo contesto?» Si parla di plastiche impossibile da riciclare.

«Eni parla di un non ben precisato impianto – riprende Ercolini- che non ha precedenti al mondo. Ci sono tre pezzi che isolatamente esistono e loro vorrebbero mettere insieme qui a Livorno. Un impianto che normativamente, secondo la 133 del 2005, verrebbe comunque valutato come inceneritore, in quanto dedicato alla gassificazione. Procedimento particolare di raffinazione catalitica. Il sin gas prima di diventare metanolo verrebbe sottoposto ad una depurazione probabilmente con una quantità di acqua incredibile che diventerà altamente inquinante creando anche un problema fanghi. Seicento tonnellate al giorno, circa 200 mila l’anno di acqua consumata, e anidride carbonica nell’aria. I numeri suggeriscono che per produrre 100 mila tonnellate di metanolo, ci troveremmo tanta acqua inquinata, 100 mila tonnellate di anidride carbonica e almeno 30 mila tonnellate di ceneri. E la chiamano economia circolare? Qui c’è bisogno di bonifiche, non di ulteriore degrado».

Come trattare quindi i rifiuti che non vogliono a Case Passerini e che non si vuole neppure a Livorno? Da qualche parte dovranno pur andare. «A Firenze, ci facciano un impianto di riciclo. Le 200 mila tonnellate con una impiantistica a freddo, permetterebbero un recupero di oltre la metà del materiale e senza grandi impatti ambientali. Ai sindaci fiorentini ho detto di non rendersi complici di risolvere i loro problemi portandoli a casa degli altri. E non certo su Ato Costa. Si punti su certe piattaforme. Per esempio Livorno potrebbe dedicarsi al compostaggio e perché no, una piattaforma di smontaggio di rifiuti elettrici ed elettronici che in Toscana non esiste, creando una sorta di Via della Seta, che dal porto utilizzi un’area in via di riconversione e creando con Revet a Pontedera un altro polo collegato. Un bel distretto del riciclo, meno inquinamento e molti più posti di lavoro». I fiorentini di “Extinction Rebellion”, occhi truccati di nero, un aspetto sinistro, inscenano un brindisi con veleni ed accanto soldi. E’ l’epilogo per una giornata di protesta. Nel nome dell’ambiente. —

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di Redazione web