Il Tirreno

Livorno

In fuga sulla Bmw dopo aver fatto cadere due ragazze in scooter: inseguito e denunciato

Stefano Taglione
La Bmw fotografata da un testimone (Il Tirreno omette la targa)
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La Bmw fotografata da un testimone (Il Tirreno omette la targa)

Livorno, l'uomo ha centrato il motorino alla rotatoria di Porta a Mare. Le giovani: «Ci ha lasciate a terra, si deve vergognare»

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LIVORNO. Sono appena uscite di casa per godersi una serata con le amiche. Dal centro, in motorino, stanno per imboccare viale Italia. Quando alla rotatoria di Porta a Mare, dopo aver passato piazza Mazzini, una Bmw Coupé le affianca all’esterno e stringe la traiettoria, «senza neanche mettere la freccia». Buttandole a terra, con lo scooter (un Honda Sh, 125 di cilindrata) che cade sopra di loro. E l’automobilista, poi rintracciato, che si dà alla fuga e si ferma solo per un attimo dopo qualche centinaio di metri inseguito da un passante, prima di scappare di nuovo e far perdere definitivamente le proprie tracce in direzione di via Grande.

Incidente stradale con fuga alle 22 di giovedì scorso, con due ragazze livornesi di 22 e 18 anni rimaste lievemente ferite e trasportate al pronto soccorso da due ambulanze della Svs di via San Giovanni e della Misericordia di via Verdi. L’automobilista – poi identificato per un quarantanovenne di Campiglia Marittima – è stato rintracciato dagli agenti della polizia municipale, guidata dalla comandante Annalisa Maritan, grazie ai testimoni oculari che hanno fotografato la targa dell’auto (quella normale, più una di prova con sei lettere appesa dietro) e inseguito la Bmw sul lungomare. «Era un uomo, lo hanno costretto a fermarsi – racconta una delle due ragazze, quella che era alla guida – e da quanto ci ha detto uno dei testimoni, lo ha pure trattato male. Poi, dopo essere risalito a bordo, è scappato definitivamente. Non ci ha neanche degnato di uno sguardo».

Le due ragazze non sanno nemmeno chi sia. Solo che la polizia municipale, dopo ore, è riuscita a identificarlo grazie alla targa fotografata dai testimoni e inquadrata, anche, dalle numerose telecamere della zona, grazie alle descrizioni fornite da chi ha assistito all’incidente. «Io ero alla guida dello scooter, stavo andando piano con la mia amica dietro di me – racconta la proprietaria dell’Honda Sh, la ventiduenne – e all’improvviso quest’auto, che inizialmente si trovava dietro di noi, ci ha affiancate come per uscire verso piazza Orlando e senza azionare la freccia. Poi però, forse dopo aver cambiato idea, il conducente ha proseguito la rotatoria come per uscire verso corso Mazzini, stringendosi e facendo cadere sull’asfalto. Anche in questo caso senza mettere la freccia. Il motorino ci è finito addosso, ma per fortuna io ho solo qualche ferita alle gambe. Mi è andata bene...».

Anche la sua amica, 18 anni, ha solo qualche contusione. Il giorno dopo, a 12 ore dall’incidente, come lei è già a casa e ha appena qualche cerotto su gomiti e sopra un piede. Sono i punti in cui ha strusciato sull’asfalto, una volta finita a terra. «Ci hanno soccorso alcuni passanti, per fortuna in molti hanno visto tutto – racconta quest’ultima – prendendo anche la targa della Bmw decappottabile, che comunque aveva il tettuccio chiuso. Io ero dietro, ho sentito l’urto. Questa persona, per ciò che ha fatto, si deve vergognare».

Più esplicita la ventiduenne, conducente e proprietaria dello scooter danneggiato. «Quest’uomo non merita niente, non si è neanche fermato e noi potevamo benissimo essere in fin di vita – racconta – Che stavamo tutto sommato bene, lui non poteva nemmeno saperlo. La dottoressa che ci ha visitato al pronto soccorso ha detto che abbiamo avuto una fortuna incredibile. Il motorino ci è caduto addosso, ci potevamo fare molto più male».

Il quarantanovenne, già identificato grazie alla targa, è stato denunciato per lesioni personali e omissione di soccorso. Visto che non è stato ancora sentito dagli agenti locali, non è chiaro come mai non si sia fermato a soccorrere le due ragazze. «Uno dei testimoni lo ha inseguito, costringendolo a fermarsi – racconta la diciottenne, che per fortuna sorride e si è messa alle spalle il brutto incidente – e da quello che ci ha detto è apparso abbastanza scontroso, lo ha trattato male, segno che non voleva assolutamente fermarsi. Poi, dopo che questa persona ha fotografato e annotato il numero di targa, lui è scappato. Noi non lo abbiamo visto, la polizia municipale nemmeno. Ma gli agenti ci hanno confermato che è stato identificato e denunciato. Noi abbiamo rischiato di morire per colpa di questa persona, che non sapeva nulla ed è fuggito senza neanche vedere come stessimo. Per fortuna il peggio è passato». —
 

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di Redazione web