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Artigiano muore per un malore: «Lascia un vuoto enorme»
Livorno: Mario Bertola lavorava a stretto contatto coi mobilifici della città e delle zone limitrofe. In un’agenda aveva i numeri di tutti i suoi clienti
LIVORNO. Nonostante i suoi 79 anni, ancora continuava a lavorare. La vita l’ha passata in mezzo ai mobili. Trasportandoli, lavorandoli, restaurandoli. Mario Bertola è morto giovedì 9 luglio per un malore nella sua casa, in via Terrazzini, dove viveva con la moglie, Carmela Vivo. «Non hanno mai avuto figli, e mi hanno cresciuto come se fossi stata la loro bimba», racconta Vanessa Panariello. Carmela, moglie di Mario, è la zia del padre di Vanessa.
«Mario era un uomo eccezionale, pieno di vita e sempre pronto a lavorare. Aveva un’agendina dove erano segnati tutti i nomi e i numeri di telefono dei suoi clienti. C’erano anche i contatti con diversi mobilifici della zona. Si è sempre dato da fare». Da qualche tempo, però, la moglie Carmela aveva iniziato ad accusare alcuni problemi di salute. Mario le stava accanto giorno e notte. Un impegno costante, che lo aveva allontanato dal lavoro. «Lui faceva di tutto per sua moglie, ma ultimamente - racconta la nipote Vanessa - era sempre molto stanco, provato. Ci eravamo accorti che non stava passando un bel momento, e avevamo anche sbrigato le pratiche per richiedere una figura d’assistenza per mia madre. Nell’attesa della risposta da parte delle istituzioni, zio Mario continuava a occuparsi di lei. Per me - conclude la donna - è stato bellissimo sentirmi la figlia acquisita di una coppia che aveva tantissimo amore da dare e un cuore enorme. Mario era una figura di riferimento, un punto fermo della mia vita. Lascia un vuoto davvero grande».
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