Gioco
Era rimasta impigliata in una rete da pesca Ma ora Nanuk è libera
livorno
Quando due tra i suoi angeli custodi la tirano su per far felici i bambini e i fotografi, lei si agita, quasi volesse salutare chi le sta d’intorno: tra pochi minuti le permetteranno di riprendere il largo. Dopo settimane di “vasca”, finalmente può ricongiungersi col suo ambiente naturale, le acque del mar Mediterraneo. Il suo nome è Nanuk, specie caretta caretta: a febbraio rimase impigliata in una rete da pesca. È stata tempestivamente ricoverata e curata nel centro recupero dell’Acquario di Livorno. Col supporto logistico della Capitaneria di porto, può partire dallo Scoglio della Regina ed essere trasportata (e liberata) nella zona B dell’area marina protetta della Meloria.
«Nanuk – dice il biologo Giovanni Raimondi – aveva un pezzo di rete che le stringeva l’arto anteriore sinistro, creando un rigonfiamento. Nuotava male. Abbiamo trovato frammenti di plastica nelle feci, cosa che può creare blocchi intestinali, stavolta scongiurati. Siamo intervenuti col nostro personale veterinario, in collaborazione con le università di Pisa Siena e Firenze, e con la clinica livornese del dottor Carelli. Quando, come oggi, vince la vita, siamo felicissimi». —
S.F.
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