Gioco
All’Acquario di Livorno il centro per la biodiversità: un cuore blu per salvare l'ambiente
Nasce l’Osservatorio che aiuterà a diffondere la consapevolezza: è indispensabile difendere la vita degli abissi. L'assessora Cepparello: «È un momento epocale»
LIVORNO.L’obiettivo è sensibilizzare i livornesi e i turisti, spiegare le conseguenze di una bottiglia di plastica buttata in mare, favorire la crescita di una cultura ambientale. E così all’Acquario, tra la vasca degli squali e quella delle tartarughe marine, tra la sala per i più piccoli e quella dedicata alla riproduzione di una specie, ecco una serie di pannelli sulle tonnellate di plastica che galleggiano in mare, sulla ricchezza degli oceani e sul buonsenso utile per difenderli.Un punto informativo dell’Osservatorio toscano per la biodiversità, una struttura istituita dalla Regione e dal Comune per supportare il santuario Pelagos per la protezione dei mammiferi marini, un nuovo punto di riferimento per la rete toscana di spiaggiamenti, avvistamenti e recuperi di cetacei e tartarughe marine.«La sensibilizzazione su certe tematiche fa parte della nostra mission», dice Giuseppe Costa, presidente e amministratore delegato della Costa Edutainment, la società che gestisce anche il nostro Acquario : «Il 75% delle persone dopo aver fatto visita alle nostre strutture escono con qualcosa in più: in questo caso non solo l’immagine della vasca, ma anche una cultura sui danni della plastica in mare. Ecco, il nuovo punto informativo va in questa direzione».
L’ACQUARIO E L’AMBIENTE
I pannelli si trovano subito dopo l’ingresso: inaugurati ieri sotto gli occhi del sindaco Luca Salvetti, saranno gestiti dallo staff dell’Acquario con risorse del progetto EcoStrim, che vede la cooperazione dell’Italia e della Francia per una strategia di sviluppo sostenibile e turistica. «Dobbiamo essere orgogliosi di questo luogo», sottolinea il sindaco dopo la visita dell’Acquario con Giovanni Raimondi, referente didattico e scientifico della struttura: «Il rapporto tra i livornesi e il mare è sempre stato fondamentale, l’abbiamo visto anche durante il lockdown: in quelle settimane ci mancavano gli affetti e subito dopo il mare. La sensibilizzazione? Dipende dai nostri stili di vita».«È un momento epocale», è l’intervento dell’assessora comunale all’ambiente Giovanna Cepparello, che subito dopo insiste sulle «decisioni, anche impopolari, prese negli ultimi mesi per il territorio dall’amministrazione».
Riguardo all’ambiente il consigliere regionale Francesco Gazzetti ribadisce che «ognuno di noi può fare la differenza: oggi c’è una sensibilità da difendere e incrementare nei prossimi anni».«L’Acquario è dinamico e affianca il lavoro dell’amministrazione e della Regione, - le parole di Leonardo Gonnelli, dirigente comunale del settore ambiente - questo è il tempio della conservazione della memoria acquatica, ma anche un osservatorio che guarda al futuro».
L’ACQUARIO E LE ALTRE INIZIATIVE
Ma quella di ieri è stata una giornata ricca di iniziative all’Acquario, riservata non solo al taglio del nastro del nuovo punto informativo. Innanzitutto è stato presentato il progetto europeo "Pescatori e tartarughe marine: facciamo luce in mare!", un evento organizzato dall’Università di Siena e dedicato anche ai più piccoli. Con uno scopo: la promozione della pesca sostenibile sotto il profilo ambientale. Il momento più emozionante è stato invece, grazie alla Capitaneria di porto e al nucleo nautico dei vigili del fuoco, il rilascio in mare della tartaruga caretta caretta Nanuk: arrivata all’Acquario a febbraio con lacerazioni e un inizio di necrosi, è stata curata per cinque mesi dal Centro di recupero e riabilitazione in collaborazione con l’Arpat, prima di essere liberata con un microchip per seguire i suoi spostamenti. «Ogni volta è un’emozione, una grande gioia», commenta Costa. La tartaruga era stata trovata impigliata in una rete da posta a mezzo miglio dal porto di Livorno: durante il periodo di cura espelleva brandelli di plastica attraverso le feci. Insomma, una testimonianza concreta dell’inquinamento in mare, della plastica che continua a distruggere il nostro ecosistema. Ed è per questo motivo che bisogna insistere sulla sensibilizzazione.
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