Gioco
Dalle nostre banchine una montagna di smog
Prodotte 200mila tonnellate di anidride carbonica L’idea di generare energia localmente da fonti rinnovabili
livorno
«Le tonnellate di anidride carbonica emesse ogni anno nelle aree portuali sono oltre 200mila, il 90% delle quali sono prodotte a Livorno, lo scalo multipurpose che per dimensioni e volumi di traffico costituisce naturalmente il principale scalo del sistema». Basta questo dato a mettere l’accento su quanto sia rilevante l’impatto delle attività portuali, a cominciare dagli apparati di bordo accesi durante le soste a banchina. A indicarlo non è qualche associazione ecologista anti-sviluppo: è un passaggio della nota ufficiale che arriva da Palazzo Rosciano, quartier generale del “governo” del sistema portuale che abbraccia gli scali di Livorno e Piombino, oltre a quelli minori delle isole dell’Arcipelago toscano. Ma, come segnala quel 90% è soprattutto delle banchine di Livorno che stiamo parlando.
Del resto, «il miglioramento ambientale ed energetico» viene indicato dalla stessa istituzione portuale come «uno dei fattori di competitività dei porti». Per farlo ha messo in moto uno strumento conoscitivo che vuol innescare un cambiamento virtuoso nel confronto con la comunità portuale e le sue abitudini: la “chiavetta” per mettere in moto il cambiamento è il “Deasp” (Documento di Pianificazione Energetica e Ambientale), presentato nei giorni scorsi in un evento on-line organizzato a Palazzo Rosciano, di fronte a una platea di una quarantina di partecipanti.
«Alla luce della fotografia attuale delle emissioni di Co2 dei porti, – sottolinea Claudio Vanni, dirigente dell’Authority e responsabile del “Deasp” – è possibile adesso sia prevedere obiettivi di riduzione delle emissioni conformi agli obiettivi nazionali, monitorandone l’andamento nel tempo, sia individuare obiettivi specifici per ogni porto del sistema, definendo azioni infrastrutturali e misure di incentivazione mirate a migliorare la gestione energetico-ambientale delle attività». Un altro aspetto da rimarcare è l’esigenza di potenziare il consumo dell’energia elettrica, eventualmente generando – dicono da Palazzo Rosciano - energia locale da fonti rinnovabili. Nel confronto non sono mancati gli interrogativi: è possibile immaginare un sistema portuale “carbon neutral” a lungo termine? quanta energia elettrica si potrebbe produrre installando pannelli fotovoltaici su tutti i tetti degli edifici esistenti in porto?
Adesso l’impegno dell’Authority sta negli «approfondimenti e studi di fattibilità per realizzare l’adeguamento delle reti elettriche portuali alle esigenze di consumo futuro, soprattutto a Piombino e Livorno». —
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