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Livorno

Il cargo della Grimaldi si incaglia in porto, lo "aiutano" i rimorchiatori di Onorato nonostante la rivalità

Il cargo della Grimaldi si incaglia in porto, lo "aiutano" i rimorchiatori di Onorato nonostante la rivalità

Le due dinastie di armatori in perenne lotta fra loro. L’amministratore delegato della Balena Blu ha condotto personalmente i soccorsi. Il “Valencia” partito da Livorno 

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LIVORNO. Una nave proveniente da Livorno si è incagliata all’ingresso del porto di Olbia nella mattinata di ieri: non è chiaro se si sia trattato di un errore di manovra o se nell’incidente marittimo abbia avuto una quale parte il forte vento che spirava sulla zona, fatto che la nave si è adagiata su un fondale sabbioso senza però creare problemi alla navigazione delle navi passeggeri. Non si è verificato nessun danno di rilievo al cargo, viene riferito da fonti della direzione marittima, e neppure si sono registrati feriti.

Si tratta dell’Eurocargo Valencia lungo 195 metri, che avrebbe dovuto ormeggiare alle 4 e ripartire dopo tre ore. E’ un aspetto curioso il fatto che a prestare aiuto alla nave appartenente alla compagnia di navigazione Grimaldi Lines sono stati i rimorchiatori della società della famiglia Onorato, che ha in concessione il servizio di rimorchio nel porto sardo. Com’è noto, stiamo parlando degli eterni rivali dell’altra grande dynasty imprenditoriale del mare, i Grimaldi. Senza contare che uno dei due rimorchiatori è il “Vincenzo Onorato”, il nome del patron che ha combattuto con Emanuele Grimaldi un’aspra battaglia polemica. A ciò si aggiunga che a guidare le operazioni di soccorso, secondo quanto riferito da fonti del gruppo della Balena Blu, è stato personalmente Achille Onorato, amministratore delegato della holding armatoriale di famiglia.

Sempre a Olbia, nel gennaio dello scorso anno si era verificato un incidente fra navi delle due flotte rivali: il “Cruise Bonaria” di Grimaldi Lines aveva urtato l’“Athara” di Tirrenia. Non è chiaro se nell’incidente di ieri mattina si sia trattato di un errore di manovra o se nell’incidente marittimo abbia avuto una quale parte il forte vento che spirava sulla zona oppure un guasto, fatto che la nave si è adagiata su un fondale sabbioso senza però creare problemi alla navigazione delle navi passeggeri. Il problema semmai è per gli allevamenti di cozze: alcuni soci del Consorzio miticoltori di Olbia hanno raccontato ai giornalisti di aver perso tutta la produzione pronta per la vendita dei prossimi mesi.

Si tratta di una quarantina di filari non più allineati, travolti e ammatassati uno con l'altro: gli esponenti del Consorzio temono che buona parte della produzione sia rimasta danneggiata. Il presidente dei mitilicoltori Raffaele Bigi riferisce che inizialmente si era pensato che il cargo fosse finito all'interno dell’area dell’allevamento travolgendo i filari. «Poi – spiega – abbiamo appreso che in realtà la nave è incagliata su una banchina di sabbia ad alcune decine di metri, quindi è probabile che lo sconquasso nell'allevamento sia stato causato da un'accelerazione prodotta nel disperato tentativo di disincagliarsi, o da qualche manovra del rimorchiatore intervenuto».

Le cooperative interessate hanno già avviato le perizie: adesso, col supporto di un legale, di un perito tecnico (per valutare le condizioni degli impianti) e di un biologo (per quantificare i danni subiti dalla produzione), domani daranno una stima esatta delle perdite: potrebbero anche essere rilevanti. «Si tenterà di salvare tutto quel che si può», assicura Bigi. È infine da aggiungere che il gruppo Onorato ha deciso di vendere i propri rimorchiatori sardi. Fra i pretendenti in lizza secondo quanto riferisce la satmpa di settore c’è anche una società livornese (il gruppo della famiglia Neri), oltre a aziende veneziane, genovesi, spagnole e danesi.

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