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Effetto Covid sul porto: sparita una nave su tre

In giugno in calo le “autostrade del mare”, un po’ meglio i traghetti. E i traffici per l’industria della carta sono perfino in aumento

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Non è una sorpresa che anche nel mese di giugno sia risultato in calo rispetto a 12 mesi fa il numero di navi che hanno fatto tappa nel porto di Livorno: 551 in tutto, cioè il 29% in meno nel raffronto con il giugno 2019, senza l’emergenza coronavirus fra i piedi (e nemmeno il blocco delle crociere o il rallentamento dei traghetti). Si tratta dei dati dell’Avvisatore Marittimo del porto di Livorno: fotografano il numero di navi (e non il loro tonnellaggio e il quantitativo di merci arrivate) e hanno la virtù di esser sfornate praticamente a tambur battente.

Il termometro della “febbre” del nostro porto lo dà l’andamento complessivo del secondo trimestre, quello che comprendendo il periodo di aprile, maggio e giugno, abbraccia in pieno i primi effetti delle misure anti-contagio con i provvedimenti del governo (e con le ripercussioni dello stop alle produzioni industriali che la Cina spedisce normalmente in Europa): dal 1° aprile a tutto giugno sono passate nel porto di Livorno 1.389. Tante sì ma il 34% in meno se raffrontate allo stesso periodo dello scorso anno.

C’è da segnalare un’accoppiata di due aspetti positivi. L’uno: il 29% è un calo pesante ma non si tratta di un black out totale, anche nel periodo più nero del lockdown il porto non si è mai fermato completamente azzerando del tutto i traffici. L’altro: rispetto a maggio la flessione è più contenuta (era stata di oltre il 36%).

Però bisogna tener presente che «dall’analisi dei dati del traffico navi registrato in giugno – spiega Fabrizio Moniga – si evince la maggiore diminuzione nel periodo Covid-19 di uno dei traffici prevalente del porto quale quello dei ro-ro»: cioè i camion spediti via nave, le “autostrade del mare”, insomma. Su questo fronte la variazione negativa rispetto allo stesso mese dell'anno scorso è stata «pari al 32,8%: sono arrivate mediamente due navi in meno al giorno».

Non è l’unica battuta d’arresto piuttosto pesante: «Calano del 47% le navi adibite a trasporto autovetture nuove», rincarano dall’Avvisatore. Sempre meglio del mese scorso, quando l’arretramento rispetto agli standard 2019 aveva addirittura superato i 65 punti percentuali.

Non dimentichiamo però che qualcosa si muove. Per dirne una: il traffico di cellulosa ha fatto registrare addirittura un aumento rispetto al dato dello scorso anno (più 8%). Il motivo? La forte richiesta di materiali tipo pannocarta, scottex e simili da impiegare nelle sanificazioni e nella nostra vita quotidiana nell’era del Covid-19: l’impennata dei consumi di prodotti cartari va avanti già da settimane e settimane, tant’è vero che il quotidiano confindustriale “Sole 24 Ore” indicava per il porto di Livorno che i traffici di prodotti destinati all’industria della carta avevano tenuto a galla le movimentazioni. Da dire che Livorno, in fatto di traffici portuali, uno dei poli nazionali più importanti per la cellulosa.

Merita una sottolineatura anche l’andamento dei traghetti: l’Avvisatore parla di «traffico in ripresa rispetto ai mesi scorsi» ma la variazione negativa rispetto al giugno 2019 rimane pur sempre del 23,8%. Non c’è bisogno di ricordare che le crociere sono azzerate. Quanto al resto: «Tiene il traffico delle cisterne sia dei prodotti petroliferi che chimici, e chiude il mese in pareggio rispetto a giugno 2019. Lo stesso dicasi per le gasiere».

E i contenitori? «Sono 61 le navi portacontainer giunte a Livorno», dice Moniga. Dodici in meno a paragone di dodici mesi prima e mantenendo una variazione negativa stabile rispetto a quanto accaduto nel resto del trimestre primaverile. —

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