Gioco
Durante il mio mandato è stato evitato che l’Asa venisse svenduta ai privati
Nicola Ceravolo, al timone di Asa come presidente del consiglio di gestione dal settembre di due anni fa, lascia per essere sostituito da Stefano Taddia. Uscendo dall’ex municipalizzata ha scritto una lettera aperta in cui rivendica di aver interpretato il proprio ruolo «con imparzialità, senza bandiera politica onorando l’istituzione». Lo dice non nascondendo il dispiacere di dover lasciar un anno prima della naturale scadenza (e allega la foto di un vecchio manifesto che pubblichiamo qui sopra).
Un saluto alle autorità, a tutti i portatori di interesse ed ai colleghi con i quali ho avuto il piacere di lavorare durante il mio mandato. Lascio la Presidenza della più importante partecipata della nostra Provincia. Il territorio gestito da Asa è ampio: dalla Val di Cecina, fino alla Val di Cornia comprenendo le isole dell'Arcipelago Toscano tra cui l'Elba.
Durante il mio mandato siamo riusciti a varare un nuovo piano industriale che in 13 anni prevede 240 milioni di investimenti, questo anche grazie alla riduzione del tasso di interesse bancario che è passato dal 7 per cento al 2 per cento. Sono state assunte settanta persone tramite selezione pubblica, abbiamo vinto progetti europei come Life ed Horizon 2020 per implementare buone pratiche di economia circolare e tutela ambientale.
E' stato accelerato il pagamento dei canoni concessori verso i Comuni ed abbiamo calmierato gli aumenti tariffari, da una media storica di oltre il 6%, siamo scesi al 3 per cento.
Sul piano politico siamo riusciti a non svendere l'azienda al privato che voleva consolidarla e portarsi al 51% del capitale azionario.
Rimangono ancora tante le sfide da vincere al fine di migliorare la qualità del servizio soprattuto in alcune zone più periferiche.
Ho interpretato il ruolo con imparzialità e senza bandiera politca onorando l'istituzione. Dispiace lasciare un anno prima della naturale scadenza del mandato a causa delle dimissioni dell'amministratore di nomina privata e non vedere compiuti alcuni progetti ai quali tenevo: dalle fontane di alta qualità nelle scuole alla costituzione della business unit per produrre energia elettrica da fonti rinnovabili.
Ma come ogni dispiacere va vissuto e preso con la giusta filosofia. Saluto tutti con serenità lasciando una grande realtà, con ancora potenziale di crescita, consapevole che gli amministratori sono sempre di passaggio.
Ringrazio della grande collaborazione e della fiducia di cui ho goduto sia all'interno dell'azienda che nei Comuni Soci, senza la quale sarebbe stato impossibile realizzare molti dei progetti protati a termine.
Saluto condividendo un'affissione storica che mi ha accolto nell'ufficio. Un manifesto del primo dopoguerra che loda la municipalizzazione del servizio a seguito della sua privatizzazione.
Nel nostro paese troppo spesso abbiamo abdicato ad una gestione efficiente dei beni comuni, portando a privatizzazioni di servizi monopolistici che nemmeno i paesi più liberali hanno perseverato. —
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