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Livorno

Aurora Matteucci è la nuova presidente della camera penale: «Felice di essere la prima donna»

Aurora Matteucci è la nuova presidente della camera penale: «Felice di essere la prima donna»

L'avvocata eletta all'interno del nuovo direttivo: «Contenta e orgogliosa di essere stata scelta e non nascondo  la soddisfazione che a guidare questa importante associazione sia una donna»

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LIVORNO.  È Aurora Matteucci, 40 anni, la nuova presidente della camera penale di Livorno, l’associazione composta da avvocati penalisti che promuove la tutela dei diritti fondamentali delle persone che si trovano sottoposte a procedimento penale. Si tratta della prima donna che ricopre questa carica. È stata eletta ieri all’interno del direttivo votato da tutti gli iscritti alla camera penale.

«Sono felice – dice Matteucci – di essere stata scelta e non nascondo la soddisfazione che a guidare questa importante associazione sia una donna». Matteucci prende il posto del collega Nando Bartolomei, che rimane comunque nel direttivo. Il vice presidente sarà l’avvocato Francesco Agostinelli, mentre Gaia Napolitano svolgerà il ruolo di tesoriera, mentre Nicoletta Ricci quello di segretaria. A completare il direttivo, oltre a Bartolomei, ci saranno Michele Alongi e Guia Tani. Matteucci, nonostante la giovane età, è un’apprezzata avvocata penalista, ha seguito i principali processi che si sono svolti a Livorno negli ultimi anni ed è impegnata da tempo nella camera penale, tanto che negli ultimi due anni e mezzo ha svolto il ruolo di vicepresidente.

Impegnata in molte iniziative per raccontare il mondo della giustizia e combattere le ingiustizie e i suoi problemi, è in prima linea per garantire i diritti negli istituti carcerari sia delle Sughere che dell’isola di Gorgona. «Più volte noi avvocati – è la posizione della camera penale sui carceri – abbiamo denunciato lo stato di totale fatiscenza, degrado e abbandono in cui versano quei luoghi che dovrebbero, al contrario, favorire il recupero sociale delle persone detenute. Ne aumentano invece la frustrazione, il senso di solitudine, avvilendo ogni speranza di cambiamento. Solo una pena giusta può ridurre il rischio di recidiva e garantire realmente la sicurezza dei cittadini». Matteucci e tutto il direttivo già da ieri sono al lavoro.
 

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