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Confindustria sceglie il nuovo leader In pole position il nome di Piero Neri

Mauro Zucchelli
 Confindustria sceglie il nuovo leader In pole position il nome di Piero Neri

C’è una convergenza sull’imprenditore livornese per il timone dell’associazione che raggruppa anche gli industriali apuani. Domani il passaggio decisivo con il programma e l’indicazione dei vice

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E’ l’imprenditore marittimo-portuale Piero Neri, classe 1945, l’uomo in pole position per guidare la Confindustria livornese-apuana: non c’è ancora niente di definitivo ma è su questo nome che sembrano convergere, da un lato, l’esito della ricerca del “comitato dei saggi” che ha passato gli ultimi mesi a sondare il terreno e, dall’altro, il tam tam delle indiscrezioni che abbiamo potuto cogliere al volo nella base dell’associazione di categoria.

Vedremo, dunque, se sarà davvero lui a ricevere il testimone dalle mani di Alberto Ricci, il costruttore che ha retto il timone nella fase della complessa aggregazione fra Livorno e Massa Carrara formalizzata nello studio del notaio massese Bianchi con l’atto di fusione per incorporazione nel maggio di quattro anni fa al termine di un percorso durato più di un triennio.

E’ stata l’emergenza coronavirus a rallentare la successione, così com’è avvenuto con l’ingresso nel mese di maggio di Carlo Bonomi alla guida dell’organizzazione nazionale, ma adesso si riparte con un nuovo presidente che uscirà per la prima volta non da una riconferma bensì dal nuovo assetto che è già passato dall’integrazione fra i due territori e le due precedenti organizzazioni provinciali della Toscana costiera.

è già vicepresidente

Piero Neri figura già nel team uscente dei vicepresidenti che, oltre al vicario – l’industriale apuano del marmo Erich Lucchetti (al timone della Bruno Lucchetti srl) – hanno affiancato Ricci nella squadra di governo dell’organizzazione datoriale in tutti questi anni: con lui Stefano Santalena (Hallite Italia srl) e Guido Tongiani (Nuovo Pignone).

Bisogna capire se l’arzigogolato meccanismo che in casa confindustriale possa a questo punto riservare sorprese: l’assemblea degli industriali è prevista per settembre ma domani è in agenda, con la seduta del consiglio generale, un passaggio decisivo con l’enunciazione di una sorta di manifesto programmatico e praticamente in contemporanea l’indicazione dei nomi che comporranno la “squadra”. A quel punto è ben difficile che possa saltar fuori qualche imprevisto.

Neri è uno degli imprenditori livornesi più noti ed è esponente di una delle dinastie familiari che hanno fatto la storia del porto: arrivati dalla Liguria a fine Seicento nella Livorno che era un porto-emporio straordinario, poi in campo con l’impresa messa in piedi nel 1895 dal bisnonno Costante Neri. Piero entrerà nell’azienda di famiglia alla fine degli anni ’60, fresco di laurea in giurisprudenza, al fianco del nonno Tito (suo padre Corrado è morto quando lui era un ragazzo).

il gruppo e la diversificazione

Ora è alla testa di un gruppo da mezzo migliaio di addetti che soprattutto nel corso degli ultimi 10-15 anni ha diversificato il ventaglio della propria operatività rispetto alle attività di cui tradizionalmente l’azienda di famiglia si è occupata: rimorchiatori, salvataggi in mare e lavori marittimi includendo poi anche i depositi costieri di prodotti petroliferi.

Nell’azienda di rimorchiatori – ora al centro di un aspro braccio di ferro sindacale per la riduzione del servizio – ha allargato il raggio di azione anche alla Grecia e ora sta tentando di conquistare la flotta (e il servizio) del gruppo di Vincenzo e Achille Onorato in Sardegna, ma l’automazione crescente e l’intensificarsi degli scontri sui costi dei servizi tecnico-nautici sembra aver spinto il gruppo a ammodernare i propri mezzi e soprattutto ad ampliare lo sguardo anche sui terminal.

E’ diventato la figura centrale negli equilibri in porto: con l’alleanza con i portuali (e il genovese Luigi Negri) nella Cilp che si occupa soprattutto di traffici di auto nuove e di cellulosa; con l’attivismo in Sintermar fino a salire al 50% e costituire il tandem con un big del calibro di Emanuele Grimaldi; con l’intesa fra la Sintermar “grimaldiana” e la Tdt (quando era ancora guidata da Negri), principale terminal contenitori a Livorno e uno dei primi 25 del Mediterraneo. —

Mauro Zucchelli

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