Gioco
Il presidente: rigidità sindacali da abbattere
livorno
«Il bilancio 2019 ha segnato un avanzamento importante del margine operativo e del risultato d’esercizio che restano in territorio negativo per piccole cifre. Questo ci dice che abbiamo le potenzialità per poter fare bene, considerato la serie storica dei risultati degli ultimi tre anni, ma c’è ancora strada da fare». A dirlo è il presidente di Unicoop Tirreno Marco Lami, ricordando che all’approvazione del bilancio hanno contribuito 15mila soci («una prova di partecipazione molto consistente, adesso vedremo come si sono espressi»).
Lami traccia la cornice in cui s’inserisce la scelta di disdetta dell’integrativo aziendale dal 1º ottobre. «Il contesto economico è avvolto da incertezze che non ci lasciano indenni, – dice – i mesi della stagione turistica per noi sono importanti. E poi c’è da capire l’effetto della crisi sul potere di acquisto delle famiglie. Ci stiamo concentrando sui miglioramenti da produrre e la rinegoziazione dell’integrativo resta un obiettivo per fare un passo in avanti. Ma sulla trattativa registriamo uno stallo da settimane. Abbiamo tre tavoli e cinque sigle sindacali».
Lami aggiunge: stante lo stallo, «abbiamo deciso la disdetta con preavviso di tre mesi nell’auspicio che vi sia l’impegno di tutti per raggiungere un accordo entro il 30 settembre. Le condizioni ci sono tutte. E la nostra disponibilità è totale, per tutto il tempo che sarà necessario». Due gli obiettivi, dice il presidente. «Il primo è di superare le rigidità salariali dell’accordo firmato nel lontanissimo 2006, che si basa su erogazioni indipendenti dai risultati della cooperativa e dall’impegno dei dipendenti delle singole articolazioni Coop». E l’altro? «Valga per tutti i lavoratori perché oggi una metà è esclusa dall’integrativo». E precisa: «Da domani con la disdetta non accadrà nulla. Prenderà forza il contratto integrativo esistente, che per alcune parti era stato sospeso con un accordo a maggio 2017. Ma se entro il 30 settembre non si arriverà all’accordo emaneremo un regolamento autonomo, quindi non negoziato». —
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