Gioco
Risolto l’omicidio Della Volpe aperto invece il caso Mandolini
LIVORNO
Sono serviti 29 anni per risolvere un altro omicidio irrisolto avvenuto in provincia DI Livorno. Si tratta di quello di Francesco Della Volpe, ucciso il 30 giugno 1991 (stesso giorno, undici anni prima di Alfredo Chimenti), nella macchia di Casagiustri, lungo la provinciale che da Cecina arriva a Montescudaio. Alla fine del maggio scorso la corte d’appello di Firenze ha condannato a nove anni di reclusione il cognato della vittima, Ernesto Fiumicello. Per ricostruire uno dei gialli che hanno segnato la provincia livornese, è necessario tornare al gennaio 2013 quando il fascicolo, a distanza di 22 anni, viene ripreso in mano dai pubblici ministeri Alessandro Crini, oggi procuratore capo a Pisa, e Fiorenza Marrara. I reperti trovati sul luogo del delitto: un berretto giallo e bianco da lavoro e tre guanti di plastica vengono spediti al laboratorio di genetica forense dell’istituto di medicina legale dell’università di Pisa. Da questi gli esperti isolano due profili di dna: “Ignoto 1” e “Ignoto 2”. Il primo corrisponde proprio a quello del cognato che viene indagato, poi assolto in primo grado fino all’ultima condanna.
Senza esito, per adesso, resta la terza inchiesta aperta dalla procura di Livorno sull’omicidio di Marco Mandolini, il sottoufficiale della Brigata paracadutisti Folgore, battaglione “Col Moschin”, massacrato all’età di 35 anni la notte del 13 giugno del 1995 sugli scogli del Romito. Nonostante gli accertamenti effettuati in questi anni da parte degli investigatori, per il momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati.
Molte le piste prese in considerazione: dal mondo omosessuale, ai servizi segreti, fino ad arrivare a parlare di un vero e proprio giallo di Stato. Nessuna però di queste ipotesi avrebbe trovato conferma. —
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