Gioco
Il blitz di Amadio (Fdi) nelle case occupate «Presidi fissi di polizia»
LIVORNO
«Voglio dare seguito ad un esposto del 2018 col quale si denunciava il degrado del blocco di via Giordano Bruno dal civico 2 al civico 10, e nel quale si invitava a verificare l’occupazione abusiva di alcuni appartamenti. È chiaro che quell’esposto è restato lettera morta. Voglio farlo davanti alla stampa affinché nessuno d’ora in poi, possa dire che nulla sapeva. Il questore recentemente ha dichiarato che la situazione a Livorno è sotto controllo, peccato che il Sole 24 Ore, sostenga che siamo l’ottava città d’Italia nella classifica per reati legali a criminalità». Marcella Amadio esponente di FdI è stata autrice ieri di un blitz proprio in via Bruno.
«Mi chiedo dove siano il questore, il Prefetto e il sindaco. E pure Casalp che deve anch’essa dare qualche risposta».
Amadio apre una borsa, prende in mano una cartellina e mostra dei fogli: «Abbiamo già raccolto quasi 800 firme di cittadini residenti nelle zone più a rischio, stanchi di vivere male. Chiediamo l’istituzione di presidi fissi delle forze dell’ordine. Non basta il semplice passaggio della macchina con lampeggiante. Noi vogliamo che la gente si senta sicura quando entra o esce da casa. Ci sono zone in cui deve essere ristabilita la legalità. La feccia deve sparire».
L’appuntamento con la stampa è alle 12,30 al civico 4. «Mi risulta che qui in diversi abbiano occupato. Ora proviamo a bussare», dice l’espontente di Fdi. Al primo piano apre un magrebino. Si chiama Hamed. Dice di essere lì lecitamente, anche perché ha obbligo di dimora a quel domicilio, dopo aver minacciato, in stato di ebbrezza, un poliziotto. Non ha però la documentazione dell’assegnazione dell’alloggio. E, dopo un tira e molla, incalzato da Amadio, ammette di aver sfondato due anni e mezzo fa, costretto dalla necessità di dare un tetto a moglie e figlia piccola. «Ma - aggiunge - ho fatto richiesta per rientrare nella lista dell’emergenza abitativa e attendo una risposta».
Anche Hamed conferma che la zona è un brulichio di spaccio: «Anche un cieco se ne accorgerebbe», dice.
Si affacciano alcuni residenti livornesi. Dicono di essere esausti, del giro di droga e prostituzione. Il “ve ne dovete anda’”, urlato da quattro popolane accorse, diventa il refrain di una situazione esplosiva, di una guerra fra poveri, e nella quale gli stranieri finiscono nel tritacarne. Alla fine del tour è intervenuta una volante della polizia (poi anche carabinieri) che ha raccolto una serie di segnalazioni da parte dei residenti. —
Flavio Lombardi
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